descrizione

Perché gocce di armonia? Armonia significa sovrapposizione, incontro, combinazione di suoni diversi. Suonare insieme vuol dire anche ascoltare l'altro per potersi migliorare, per poter sentire la musica con l'altro, per poter costruire insieme. Questo è quello che cerco di fare con i miei studenti: creare armonia, insegnando quanto ascoltare e ascoltarsi sia importante per imparare e conoscere insieme, insegnante inclusa.
Speriamo di comporre, goccia dopo goccia, un mare di sinfonie …
Voglio ringraziare la mia amica Cristina per l'aiuto e l'incoraggiamento, senza di lei questo blog non avrebbe mai avuto inizio. Grazie Crì

Il materiale presente nel blog è stato pubblicato con il permesso dei genitori dei ragazzi.

29 marzo 2013

IIA Arcinazzo: La libertà di stampa


"Non smettete mai di protestare; non smettete mai di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l'autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Non esiste la verità assoluta.

Non smettete di pensare.

Siate voci fuori dal coro.

Siate il peso che inclina il piano.

[…]

Siate sempre informati e non chiudetevi alla conoscenza perché anche il sapere è un' arma. Forse non cambierete il mondo, ma avrete contribuito a inclinare il piano nella vostra direzione e avrete reso la vostra vita degna di essere raccontata.

Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai."



Bertrand Russell




Quanto è importante conoscere l'illegalità per combatterla? Nel corso delle nostre lezioni sulla legalità, spesso abbiamo fatto questa riflessione, parlando del fenomeno mafioso abbiamo incontrato giudici che andavano nelle scuole per far conoscere, per parlare, per diffondere. La conoscenza è l'unica arma contro l'illegalità. Ma la conoscenza, intesa come diffusione di informazioni e non solo di sapere, spesso trova degli ostacoli sul suo cammino.

 
Anna Politkovskaja

Ilaria Alpi


Peppino Impastato



Apriamo una breve pagina sulla libertà, l'ultima per quest'anno, ma che sicuramente ci accompagnerà anche l'anno prossimo. Mi riferisco alla libertà di stampa, alla libertà di informazione, di parole, di esprimere la propria opinione. Tratteremo il tema incontrando tre diversi personaggi, tre giornalisti, ancora una volta eroi loro malgrado, che hanno creduto fermamente nella passione per il loro lavoro e nel diritto e dovere all'informazione, tanto da morire per questo. Tre storie diverse eppure molto simili tra loro. 

Libertà e diritto di informazione significa che ognuno può comunicare in forma pubblica il proprio pensiero, opinioni, diffondere informazioni e notizie. Significa anche libertà e diritto di essere informati, cioè tutti i cittadini devono sapere e devono poterlo fare da fonti diverse tra di loro, così da poter conoscere con consapevolezza come è la realtà in cui vivono.


Ma partiamo da alcuni spunti di riflessione.

- Ascoltiamo questa bellissima canzone di Daniele Silvestri A bocca chiusa
- Leggiamo insieme la nostra Costituzione

articolo 21

« Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni. »

- Qualche riflessione su questo cartogramma 




qui la classifica sulla libertà di stampa nel 2011-2012
qui i primi mesi del 2013




qui per altri approfondimenti
diamo uno sguardo al nostro paese, l'Italia





E' ora d'incontrare i nostri tre giornalisti. 
In realtà già ne abbiamo parlato, ma cerchiamo di riordinare le idee insieme.

Anna Politkovskaja  (New York30 agosto 1958 – Mosca7 ottobre 2006)


In un saggio che verrà pubblicato postumo nel 2007, la Politkovskaja scrive
« Sono una reietta. È questo il risultato principale del mio lavoro di giornalista in Cecenia e della pubblicazione all'estero dei miei libri sulla vita in Russia e sul conflitto ceceno. A Mosca non mi invitano alle conferenze stampa né alle iniziative in cui è prevista la partecipazione di funzionari del Cremlino: gli organizzatori non vogliono essere sospettati di avere delle simpatie per me.
Eppure tutti i più alti funzionari accettano d'incontrarmi quando sto scrivendo un articolo o sto conducendo un'indagine. Ma lo fanno di nascosto, in posti dove non possono essere visti, all'aria aperta, in piazza o in luoghi segreti che raggiungiamo seguendo strade diverse, quasi fossimo delle spie.
Sono felici di parlare con me. Mi danno informazioni, chiedono il mio parere e mi raccontano cosa succede ai vertici. Ma sempre in segreto. È una situazione a cui non ti abitui, ma impari a conviverci. »

Ecco la sua storia
questo è il primo video tratto dal programma La Storia siamo Noi di Giovanni Minoli, che abbiamo visto in classe




Abbiamo ricordato insieme la crisi del teatro Dubrovka e la strage di Beslan




Giuseppe, Peppino, Impastato (Cinisi5 gennaio 1948 – Cinisi9 maggio 1978)

Avevamo conosciuto Peppino durante le nostri lezioni sulla mafia, per approfondire abbiamo visto insieme il film I cento passi
(lo ripropongo completo)





« Nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio,
negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di giustizia che lo portò a lottare,
aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell'ambiente da lui poco onorato,
si sa dove si nasce ma non come si muore e non se un ideale ti porterà dolore. »
(Dalla canzone I cento passi dei Modena City Ramblers)

qui un momento importante del film, Peppino spiega l'importanza dell'informazione per il cambiamento, per la lotta alla criminalità




Ilaria Alpi (Roma24 maggio 1961 – Mogadiscio20 marzo 1994)


l'Edizione straordinaria del tg3







dal film Il più crudele dei giorni






Questo è il primo lavoro dei ragazzi, una serie di interviste immaginarie ai nostri giornalisti

















Publish at Calameo or read more publications.



Per la seconda parte del lavoro rimando al post in via di allestimento riguardante l'incontro con il giornalista inviato del Tg1 Pino Scaccia



IA Regole e contesti: comunicare

Continuiamo il nostro percorso tra i diritti e i doveri dei ragazzi. Dopo il diritto all'identità, mentre attendiamo che i ragazzi trascrivano tutti i loro lavori, passiamo ad un dovere, dovere che è strettamente legato alle nostre lezioni sull'identità. Ricordiamo come, durante le numerose lezioni sul diritto ad una identità e sul rapporto con l'altro, sia emersa l'importanza della comunicazione; importante per accettarsi e accettare è comunicare con l'altro, conoscerlo e comprenderlo; purtroppo ci siamo resi conto che comunicare è molto difficile e spesso lo facciamo in modo sbagliato, soprattutto in classe, dove la comunicazione è alla base di ogni costruzione di conoscenza, umana come didattica.



La lezione è stata soprattutto un confronto di idee, i ragazzi hanno semplicemente riempito uno schema, che ora vi proporrò, lasciando poi la parola, anzi, la matita alla professoressa Zolfo per la seconda parte del lavoro.


quello che si fa
quello che non si fa

·         si alza la mano e si aspetta il permesso prima di parlare
·         si parla uno alla volta
·         si dà a tutti la possibilità di parlare
·         si ascolta chi parla con attenzione
·         si guarda negli occhi il proprio interlocutore
·         si dà del lei ad una persona che non si conosce
·         si  parla educatamente
·         quello che si dice deve essere chiaro e logico in modo che tutti capiscano
·         ci si mette d’accordo
·         si deve essere disposti a riconoscere che non abbiamo ragione
·         meglio parlare in italiano

·         non si urla
·         non si parla mentre un altro sta parlando
·         non si critica o giudica un altro, ma lo si ascolta
·         non si interrompe una persona che sta parlando
·         non si usa il dialetto
·         non si usano termini volgari
·         non si ride/sghignazza mentre una persona sta parlando
·         non ci si intromette mentre altri stanno parlando
·         non si spia
·         non si bisbiglia
·         non si prende in giro


buon lavoro ragazzi! 

23 marzo 2013

IIIA Lontano dalla Patria: storie di immigrati


Ancora storie intorno alla Patria, una Patria che è lontana per mille motivi, che si deve abbandonare  verso nuove speranze, un nuovo futuro.
Questa volta scopriamo la faccia di una nuova realtà: lo straniero in Italia.



Abbiamo introdotto questo discorso ascoltando e analizzando insieme una canzone dal testo abbastanza esplicito, intitolata Non è un film cantata da Fiorella Mannoia e da Frankie hi-nrg mc.




Non è un film
Non è un film quello che scorre intorno
 che vediamo ogni ogni giorno 
che giriamo distogliendo lo sguardo.
 Non è un film e non sono comparse 
le persone disperse
 sospese e diverse 
tra noi e lo sfondo, 
 e il resto del mondo che attraversa il confine
 ma il confine è rotondo 
si sposta man mano che muoviamo lo sguardo
 ci sembra lontano perché siamo in ritardo, 
perenne, costante,
 ne basta un istante,
 a un passo dal centro è già troppo distante,
 a un passo dal mare è già troppo montagna,
 ad un passo da qui era tutta campagna.
 Oggi tutto è diverso 
una vita mai vista
 questo qui non è un film 
e non sei protagonista,
 puoi chiamare lo stop ma non sei il regista
 ti puoi credere al top ma sei in fondo alla lista.

Aprite le frontiere

  Questo non è un film 
e le nostre belle case 
non corrono il pericolo di essere invase, 
non è un armata aliena sbarcata sulla terra,
 non sono extraterrestri che ci dichiaran guerra,
 son solamente uomini che varcano i confini,
 uomini con donne vecchi con bambini, 
poveri con poveri che scappan dalla fame
 gli uni sopra gli altri per intere settimane 
come in carri bestiame
 attraverso il deserto 
rincorrono una via in balia dell'incerto 
per rimanere liberi costretti a farsi schiavi
 stipati nelle stive di disastronavi
 come i nostri avi 
contro i mostri e i draghi
 in un viaggio nell'inferno che prenoti e paghi
 sopravvivi o anneghi 
questo il confine
 perché non è un film 
non c'è lieto fine.

Vivevo felice nella mia terra
non avevo bisogno di niente e di nessuno ...

  Questo sembra un film 
di quelli terrificanti
 dalla Trasilvania non arrivano vampiri ma badanti,
 da santo domingo non profughi o zombie,
 ma ragazze condannate a qualcuno che le trombi
 dalle filippine colf e pure dal Bangladesh
 dalla Bielorussia solo carne da lap dance
 scappano per soddisfare vizi e sfizi nostri
 loro son le prede, noi siamo i mostri
 loro la pietanza, noi i commensali
 e se loro son gli avanzi 
noi siam peggio dei maiali
 pronti a divorare a sazietà
 pronti a lamentarci per la puzza della varia umanità
 che ci occorre, ci soccorre, ci sostenta
 questo non è un film ma vedrai che lo diventa
 tu stai attento e tienti pronto che al momento di girare
 i buoni vincon sempre,
 scegli da che parte stare.

Un tempo ti sei fatto grande davanti ai miei occhi
mentre io diventavo sempre più piccolo.
Sono diventato la tua proprietà.
La nostra diversità non può innalzare un muro tra di noi.
Ora sono io che voglio venire da te.
Ho la consapevolezza che sfidare il mare mi potrà portare alla morte
ma il desiderio di guadagnarmi un domani migliore mi costringe a rischiare la vita.
Aprite le frontiere ... 

  Scegli da che parte stare,
 dalla parte di chi spinge,
 scegli da che parte stare,
 dalla parte del mare
  Scegli da che parte stare,
 dalla parte del mare
  Scegli da che parte stare,
 dalla parte del mare



Abbiamo poi parlato di "parole". Come vengono chiamati gli stranieri? Li chiamiamo nel modo giusto?

Intanto ascoltiamo Alessandro Ghebreigziabiher, Il futuro dei miei brano tratto dal libro Il dono della diversità, amaro brano che propone molte verità, leggiamo infatti i significati degli "epiteti" con i quali gli stranieri vengono etichettati. 



Per questa parte di lezione abbiamo utilizzato alcune pubblicazioni di Amnesty International.





Ragazzi, inserisco anche una puntata radio realizzata da Amnesty International del Lazio che ha come argomento proprio la discriminazione e i migranti, c'è anche un'intervista ad un immigrato.



A questo punto ho deciso che bisognava dare voce ai tanti immigrati che sono in Italia, ogni ragazzo ha ricercato una testimonianza e l'ha letta ai compagni. Molte le riflessioni e i contenuti. Sarà ora compito dei ragazzi completare la tabella seguente basandosi sui testi da loro raccontati e sulle letture fatte tratte dall'antologia.

difficoltà in un paese straniero
stati d’animo e riflessioni
comportamento nei confronti degli immigrati














Due sono i compiti che dovrete svolgere:
1. riempire la tabella
2. rivedere e studiare tutto il materiale per la stesura di un testo "a sorpresa"

buon lavoro!






17 marzo 2013

IIA Arcinazzo: Conoscenza scienza e legalità - blog in prestito





Scienza, conoscenza e legalità, ci prepariamo ad affrontare ed approfondire temi difficili, a dire il vero, la maggior parte degli argomenti che leggerete in questo post sono già stati discussi in classe e devo ovviamente ringraziare la professoressa Maria Teresa Bartolomei, insegnante di Scienze, che sta svolgendo queste lezioni insieme a me. Nel post ci saranno lezioni fatte insieme e lezioni individuali, che la professoressa descriverà in seguito.

Come dicevo, gli argomenti sono molto difficili, ma sono convinta che, presentati nel modo giusto, saranno recepiti e compresi dai ragazzi. Intanto il percorso sulla legalità diventa già solido, i ragazzi infatti sono occupati ora in un'indagine sul territorio tipo "iene tv", e di loro spontanea volontà hanno inserito nell'indagine argomenti inerenti queste lezioni.

Tre sono i punti fondamentali sui quali si sono basate le lezioni:
- la conoscenza, il desiderio innato nell'uomo di conoscere, come dice uno degli autori letti "uomo condannato a conoscere"
- la scienza, tutto ciò che l'uomo "crea", fin dove la sua curiosità lo spinge, in che modo scopre, l'uso che fa delle sue scoperte, il perché delle sue ricerche
- la legalità, fin dove può spingersi l'uomo? c'è bisogno di leggi che regolino la sua ricerca? la limitino o indirizzino? perché? ci sono leggi?


Per la conoscenza ho ripreso una vecchia lezione fatta alcuni anni fa con un'altra seconda e siamo partiti dalla Divina Commedia, dal famoso passo di Ulisse, dove ritroviamo il desiderio della conoscenza, la curiosità, il coraggio, la sfida ai limiti dell'esperienza umana. Ulisse però non sembra affatto vinto dai limiti, più forte è in lui l'ardore della conoscenza.

DIVINA COMMEDIA CANTO XXVI, VV. 118-120OTTAVO CERCHIO OTTAVA BOLGIA: I CONSIGLIERI FRAUDOLENTI







Nella lezione si mette in evidenza come l'uomo di ogni tempo senta il bisogno di conoscere, cercare soluzioni, migliorare la sua vita, sconfiggere le paure, ma anche, purtroppo, sentirsi onnipotente e quindi perdersi talvolta nell'aspetto peggiore del suo desiderio di conoscenza.

Con i ragazzi abbiamo iniziato a leggere brani sul rapporto uomo - scienza, vi riassumo brevemente, per voi e per loro, i contenuti.

1.Condannati a conoscere da Perché la scienza di Luca e Francesco Cavalli Sforza
E' propria dell'uomo la conoscenza, ma l'uomo deve decidere cosa farne, pensiamo ad esempio all'atomica fonte di energia, ma anche strumento di terrore e morte.
2. Lettera ai giovani sulla scienza di Tullio Regge 
Il mondo di oggi è ancora preda della superstizione, della magia, dei fenomeni paranormali, ma è anche vero che gli scienziati , molti, disprezzano il rapporto diretto con l'uomo comune; la scienza va avanti, ma la conoscenza è per pochi, soprattutto la scienza deve servire a costruire un futuro migliore.
3. Il futuro e le biotecnologie da Breve storia del futuro di Eirik Newth (testo letto con la professoressa di scienze)
Anche in questo caso la scienza è al servizio dell'uomo, la scienza che modifica gli organismi per adattarli alle esigenze dell'uomo, ma quali sono i rischi?
4. C'è sempre qualcosa di nuovo da imparare di Galileo Galilei 
La conoscenza è un processo infinito, l'uomo intelligente impara dal mondo che lo circonda, ma deve essere curioso e osservare, ma soprattutto deve mettersi in discussione, deve dubitare senza avere la presunzione di conoscere già tutto il conoscibile.
 A questo punto abbiamo voluto "mettere in difficoltà" i ragazzi, ho raccontato loro la storia della piccola Sofia.


La finalità della lezione era quella di far comprendere ai ragazzi quanto di fronte a situazioni del genere sia difficile prendere una decisione. Dopo il racconto e la spiegazione della professoressa di scienze, ho chiesto cosa ne pensassero e le opinioni, seppur contrastanti, erano decisamente a favore di un aiuto alla bambina. Ma la scienza ha bisogno dei suoi tempi e qualsiasi decisione non può essere dettata solo dal cuore, la scienza ha tempi, modalità, regole (il protocollo), e se è vero che la legge deve garantire la vita e le cure per tutti, è altrettanto vero che la scienza ha bisogno di regole, perché la scienza è sperimentazione e può essere pericoloso non accertarsi che quello che sta facendo sia giusto.


post in costruzione





14 marzo 2013

IIA Arcinazzo Blog in prestito: Espressioni di libertà

Sono molto contenta di invitare nei miei spazi i colleghi ... anzi gli amici che condividono con me le mie stesse passioni, soprattutto la passione per l'insegnamento. Ecco quindi che oggi voglio "prestare" il mio blog alla prof . ssa Alessia Zolfo, grande artista e insegnante, una persona che la passione in tutti i sensi ce l'ha nel sangue, nel DNA e gli studenti lo sentono, come ... me, sua collega ed amica che non so se essere definita un incubo o una fonte di ispirazione dato che ogni nostra conversazione finisce con un nuovo progetto da fare insieme ... non per questo ci evitiamo, anzi ;-) Allora, cara amica, a te la parola sul nostro percorso sulla libertà.





“La freccia perde i peli ma non la punta”

B. Munari

L'importante è volare. Lo immaginava Chagall, inventore di creature più o meno probabili che fluttuano a testa ingiù sui tetti, su campi e città... un violinista volante, una sposa leggera nel cielo.
L'importante è immaginare. Lo ripeteva Kandinskij ai suoi alunni del Bauhaus, e osservando il primo dipinto astratto, andava fiero di una pittura nata dritta e poi divenuta più bella quando finì per caso capovolta, tra le sue mani.
L'importante è una linea. Liberamente tratta da Klee, s'intreccia, si avviluppa, si snoda, s'interseca, diventa nave, marinaio, bambino, griglia, bandierina, strada...
L'importante è un colore. Cosa importa se il gatto è nero? Il gatto è anche verde se io lo sento verde. Io lo sento blu. Evviva Matisse!
L'importante è una forma. “L'incontro fortuito tra un ombrello e una macchina per cucire su un tavolo operatorio” avrebbe detto il Marchese Ducasse davanti a un quadro di Dalì. E Mirò? Anche lui sognava fiamme che si muovono libere, tra occhi giganti e scale che non portano in nessun luogo, ma che si fanno un po' storte o un po' tonde se viste con gli occhi di un bambino.
L'importante è... essere liberi, liberi di immaginare, di sognare ad occhi aperti, di volare con la fantasia.  Lo diciamo noi studenti che, ispirati dai grandi artisti, siamo piccoli apprendisti.
Osservando le opere di alcuni artisti dell'Astrattismo e del Surrealismo gli alunni hanno espresso la loro personale “visione” della parola “libertà”, scegliendo colori e accostamenti cromatici significativi,  tecniche espressive miste, dal grattage al pastello diluito con solvente, usando cera liquida gocciolata o smalti per le unghie, la semplice penna nera e le matite colorate.
La creatività è libera d'inventare forme, più o meno figurative, e di tradurre un pensiero in immagine, comunicazione universale, libera da ogni dettato, da ogni stereotipo e convenzione.
Alessia Zolfo

ANDREA

GABRIELE

GIORGIO

LUCA

ELISA

LUCIA

GIULIA

RICCARDO

ELENA

EMANUELE

GIACOMO

NICOLO'

SAVERIA

CAMILLA