blog didattico della prof.ssa Simona Martini - questo spazio conterrà solo le lezioni, per una fruizione più semplice del materiale rimando al sito http://goccediarmonia.altervista.org/
Grammatica
descrizione
7 settembre 2022
24 agosto 2022
Un nuovo orizzonte
Proposta di lettura, analisi e riflessione sull'albo Un nuovo orizzonte. Lezione di accoglienza classe terza e inizio del percorso di orientamento.
25 febbraio 2022
Guerra. Quando conoscere non significa comprendere e occorre un passo in più.
Ieri è successo quel che forse si poteva evitare, quello che si è sperato di evitare, quello che sembrava tanto lontano dalle nostre aspettative e dai nostri pensieri ancora intrisi di pandemia, lookdown, virus, ospedali, mascherine e regole. Una guerra? Non ne avevamo abbastanza?
Forse tutti abbiamo pensato così.
Oggi due ore di storia e la Prima guerra mondiale che ci aspetta, più precisamente l'entrata in guerra dell'Italia, neutralisti e interventisti. Che fare? Possiamo noi parlare di una guerra lontana facendo finta che il mondo non stia vivendo una guerra vicina?
Vicina come? Vicina Quanto? Vicina a chi?
Intanto vicina nel tempo, attualità e poi?
Mi chiedo su cosa fare una lezione, spiegare cosa stia succedendo o partire dalla percezione di cosa stia succedendo? Questo mi piace di più. Si parte forse in modo traumatico.
Parto dalla definizione della parola IGIENE. Sembra uno scherzo del destino in tempi di pandemia, e i ragazzi mi guardano in modo strano.
Igiene: Ramo della medicina che mira alla salvaguardia dello stato di salute e al miglioramento delle condizioni somatiche e psichiche, mediante lo studio e il suggerimento delle misure di protezione sanitaria dei singoli individui (i. individuale o i. privata) e delle popolazioni (i. pubblica), con riferimento, per quest’ultima, a tutte quelle condizioni ambientali (lavoro, urbanizzazione, inquinamenti, trasporti) che coinvolgono problemi di natura sanitaria.https://www.treccani.it/enciclopedia/igiene/
Leggiamo il Manifesto del Futurismo. Ci soffermiamo su parole come: pericolo, temerità, audacia, ribellione, movimento aggressivo, salto morte, schiaffo, pugno, velocità, elementi primordiali, lotta, violento assalto, "glorificare la guerra - sola igiene del mondo-", militarismo, patriottismo, gesto distruttore, "vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie.
Ora comincia a essere tutto quasi più chiaro.
Passiamo all'Italia che entra in guerra nel 1915, riflettiamo su chi vuole fare una guerra e chi no, ma soprattutto perché.
Ora il passo cambia e chiedo: ditemi cosa pensate di ciò che sta accadendo.
Riporto alcune delle riflessioni dei ragazzi e delle ragazze.
- Io ho paura, Putin potrebbe benissimo non accontentarsi e andare oltre.
- Non riesco a comprendere come gli uomini non abbiamo ancora imparato nulla dalla storia e ancora siamo qui a parlare di guerra, ancora una volta.
- Lì ci sono i miei parenti, tutti i parenti di mia madre.
- Quali sono le conseguenze di questa guerra? e allora io non posso più cucinare?
- Ma allora noi andremo in guerra?
- Ma perché dovremmo interessarci di questa guerra?
- Sinceramente trovo molto difficile riuscire a immaginare cosa stia accadendo, è troppo lontano da me, da noi, è lontano dalla nostra realtà e non riesco a comprendere, a immedesimarmi.
La mia prima riflessione: come faccio io a parlare di guerra, questa guerra come altre, come faccio a parlare di qualsiasi problema e riuscire ad andare oltre l'informazione? Spiego che sapere è fondamentale, ma è importante che la mia conoscenza porti da qualche parte. Conoscere non è comprendere, ma solo il primo passo, ma come faccio ad andare oltre? Io non ho risposte, ma posso solo accompagnarvi. Proviamoci.
Partiamo da chi ha tentato in qualche modo di dirci cosa significa essere in guerra.
Leggo un passo tratto da Immagina di essere in guerra breve testo di Janne Teller.
Poi passiamo alla nostra Costituzione.
Articolo 11
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Ci soffermiamo su quel famoso verbo "ripudiare" sul significato, sui sinonimi, sul fatto che i nostri padri costituenti ci misero molto a sceglierlo.
Sono più confortati, non possiamo dichiarare guerra a nessuno, al massimo intervenire per evitare guerre e assicurare la pace e la giustizia. Ho decisamente una classe che crede nella Costituzione.
Ripudiare custodisce in sé il senso della memoria, la memoria di chi una guerra l'aveva fatta e subita, la memoria di chi aveva vissuto venti anni di dittatura, una memoria che serve a noi a non ripetere gli stessi errori.
Ripudia la guerra.
Ripudia la guerra!
Ci chiediamo: il problema di non sentirsi coinvolti riguarda solo noi? Come uscirne?
Non ho risposte. Ascoltiamo questa magnifica canzone e seminiamo.
SOLO LE PIDO A DIOS
SOLO IO CHIEDERÒ A DIO
Solo io chiederò a Dio
che la guerra non mi lasci indifferente
è un mostro grande e si divora
la povera innocenza della gente
Solo io chiederò Dio
che il dolore non mi lasci indifferente
e che la Porca Morte non m'incontri
prima che queste parole siano spente
Solo io chiederò a Dio
l'ingiustizia non mi lasci indifferente
non voglio mai più porger l'altra guancia
ed il cielo non ci ha mai donato niente
Solo io chiederò a Dio
che la rabbia non mi esca dalla mente
che chi è poi un bastardo non m'incanti
col sorriso che nasconde il niente
Solo io chiederò a Dio
che il passato non sia mai dimenticato
e non si cancelli la memoria
dell'arroganza che ci ha sempre calpestato
E ancora chiederò a Dio
che il futuro non mi trovi diffidente
c'è ancora tanto da inventare
per costruire una cultura differente
c'è ancora tanto da inventare
per costruire una cultura differente
Per non restare indifferenti ci dobbiamo mettere impegno.
Siamo troppo al sicuro? La nostra realtà è troppo lontana? Abbiamo problemi che sono problemi, diversi ma, ammettiamolo, di poco conto rispetto a ... (ma i problemi non sono tutti problemi? con quale strumento potremmo misurarli e compararli?).
Questi siamo noi.
Telegiornale
Stando nel cerchio d’ombra
Come selvaggio intorno al fuoco
Bonariamente entra in famiglia
Qualche immagine di sterminio.
Così ogni sera si teorizza
La violenza della storia.
Nelo Risi
Questi siamo noi.
Dove credete che si trovi la consapevolezza raggiunta di ciò che ci sembra tanto distante da noi? Magari possiamo essere parte della soluzione ai problemi del mondo solo se osiamo e usciamo fuori la nostra zona sicura.
Questi siamo noi.
L'indifferenza è la più grande malattia del nostro tempo. Questo cinismo con cui siamo abituati a crescere. Ma non è tutta colpa nostra. Ti devi alzare alle 7, prendi il caffè di corsa, alle 8 prendi l'autobus, timbri il cartellino alle 9, poi c'è il lavoro, il figlio da riprendere a scuola, la cena da preparare. Poi ti guardi i tg che parlano di massacri in Ruanda, dei morti a Baghdad. E si diventa indifferenti. Non abbiamo più il coraggio di uscire per strada e urlare: "Senza di me!"
(Tiziano Terzani, intervista a Controradio 19 aprile 2004)
Mi viene in mente il racconto Il pesce rosso di Enrico Galiano, dico che dovremmo leggerlo, prima o poi, lo ricordo spesso ultimamente e alla fine lo leggeremo.
Quante volte ci fermiamo a riflettere sulla distanza tra noi e il mondo? Sul fatto che anche problemi lontani sono miei problemi? sulla difficoltà che abbiamo a sentirli tali?
Conoscere non significa comprendere e occorre un passo in più.
Cari ragazzi, aiutandovi con le letture e le riflessioni fatte durante la nostra chiacchierata vi chiedo di scrivere un testo riflessivo sulla vostra idea di problemi nel mondo: quanto vi coinvolgono? quanto li capite? quanto vi sentite partecipi di ciò che accade lontano da voi? ha senso continuare a fare ciò che sempre facciamo sapendo che dietro l'angolo c'è la guerra?
19 dicembre 2021
Cibo: la consapevolezza di un bene prezioso
1 dicembre 2021
Addio ai monti: cosa lascia Lucia?
Leggiamo insieme il passo da I Promessi Sposi: Addio ai monti (fine ottavo capitolo).
A chi e a cosa Lucia dice addio? Cosa significano? Perché sono così importanti?
Identità
Io, chi sono? da Corso di filosofia in tre secondi e un decimo di Daniele Aristarco
Vengo da ...
e noi? noi da dove veniamo?
12 settembre 2021
Pillole di orientamento 1: decidiamo?
Iniziamo la terza media, oggi è il primo giorno di questo ultimo anno, non vi devo ricordare che fra pochi mesi ci saranno delle decisioni da prendere quindi direi proprio di iniziare da come ci sentiamo, che ne dite?
Ragioniamo insieme su una serie di domande e da qui, ogni tanto, senza impegno ma con attenzione, rifletteremo su quanto emerso dalla discussione.
23 aprile 2021
L'Iliade dei sentimenti: un viaggio tra le emozioni e i sentimenti cari
Quest'anno ho deciso di raccontare e leggere alcuni passi dell'Iliade soffermandomi sui sentimenti, non quelli di guerra e di battaglie, non di vendetta e di odio ma i sentimenti che uniscono i protagonisti di questa storia millenaria e che Omero, o chi per lui, ci racconta e ci ha donato con straordinaria maestria.
Il nostro viaggio è iniziato da Ulisse, l'abbiamo letteralmente "presa alla larga" con un antefatto lontano, la storia di Elena che cerca il suo sposo tra i principi greci, la scelta come sappiamo ricadrà su Menelao ma gli altri saranno tutti sottoposti a giuramento; la scelta di Elena avrebbe potuto suscitare discordia quindi tutti i principi diventano potenziali difensori di Elena, la donna più bella del mondo allora conosciuto.
L'idea geniale è di Ulisse e proprio da lui e dal suo amore per Telemaco siamo partiti. Ulisse non vuole partire per la guerra dopo il rapimento di Elena e allora si finge pazzo, solo l'amore per suo figlio lo convincerà, anzi lo farà desistere dall'inganno.
Achille. Poi è arrivato lui, splendente solo come un semidio può essere. Achille innamorato di Patroclo ma con una madre, Teti, un pochino apprensiva. Abbiamo quindi ricostruito questo personaggio, l'eroe tra gli eroi e le sue debolezze, i lati dell'uomo più che del dio. I miei studenti sono stati concordi nel dire che il vero tallone di Achille è Patroclo, certamente il film li aveva fuorviati e confusi ma per loro non c'è stato nessun problema ad accettare un amore bello come quello tra i due principi, anche se un amore che, come spesso accade, convive con la morte.
E arriviamo all'ira, la famosa ira di Achille, sì del passo abbiamo analizzato il contrasto con Agamennone, l'Atride, ma Crise ci ha colpito di più, lo strazio di un padre, l'amore di un padre che farebbe tutto quello che può per salvare sua figlia Criseide.
Storyboard delle lezioni:
- L'antefatto e Achille
- L'ira funesta
Abbiamo parlato anche della nostra rabbia, come si legge dalle lezioni, una rabbia "buona", quella rabbia che si trasforma in dissenso ... sì perché queste lezioni si sono presto incrociate con altre, perché la letteratura ci aiuta se solo se ci suscita domande quindi ... ecco il video che ci è piaciuto tanto.
Prima di andare avanti devo aprire una parentesi, ovviamente il prossimo passo è il famoso episodio di Ettore e Andromaca, si parlerà di famiglia, degli affetti più cari, della loro necessaria presenza e solido sostegno, di tutto ciò che ci fa stare bene e quindi ecco la nostra parentesi, una gran bella finestra sulla felicità che inevitabilmente ci ha portato a parlare del suo opposto: la tristezza.
"essere felice è scoprire che le fragole e le ciliegie sono mature"



