descrizione

Perché gocce di armonia? Armonia significa sovrapposizione, incontro, combinazione di suoni diversi. Suonare insieme vuol dire anche ascoltare l'altro per potersi migliorare, per poter sentire la musica con l'altro, per poter costruire insieme. Questo è quello che cerco di fare con i miei studenti: creare armonia, insegnando quanto ascoltare e ascoltarsi sia importante per imparare e conoscere insieme, insegnante inclusa.
Speriamo di comporre, goccia dopo goccia, un mare di sinfonie …
Voglio ringraziare la mia amica Cristina per l'aiuto e l'incoraggiamento, senza di lei questo blog non avrebbe mai avuto inizio. Grazie Crì

Il materiale presente nel blog è stato pubblicato con il permesso dei genitori dei ragazzi.

25 febbraio 2022

Guerra. Quando conoscere non significa comprendere e occorre un passo in più.

Ieri è successo quel che forse si poteva evitare, quello che si è sperato di evitare, quello che sembrava tanto lontano dalle nostre aspettative e dai nostri pensieri ancora intrisi di pandemia, lookdown, virus, ospedali, mascherine e regole. Una guerra? Non ne avevamo abbastanza?

Forse tutti abbiamo pensato così.

Oggi due ore di storia e la Prima guerra mondiale che ci aspetta, più precisamente l'entrata in guerra dell'Italia, neutralisti e interventisti. Che fare? Possiamo noi parlare di una guerra lontana facendo finta che il mondo non stia vivendo una guerra vicina? 

Vicina come? Vicina Quanto? Vicina a chi?

Intanto vicina nel tempo, attualità e poi?

Mi chiedo su cosa fare una lezione, spiegare cosa stia succedendo o partire dalla percezione di cosa stia succedendo? Questo mi piace di più. Si parte forse in modo traumatico.

Parto dalla definizione della parola IGIENE. Sembra uno scherzo del destino in tempi di pandemia, e i ragazzi mi guardano in modo strano.


Igiene: Ramo della medicina che mira alla salvaguardia dello stato di salute e al miglioramento delle condizioni somatiche e psichiche, mediante lo studio e il suggerimento delle misure di protezione sanitaria dei singoli individui (i. individuale o i. privata) e delle popolazioni (i. pubblica), con riferimento, per quest’ultima, a tutte quelle condizioni ambientali (lavoro, urbanizzazione, inquinamenti, trasporti) che coinvolgono problemi di natura sanitaria.

          https://www.treccani.it/enciclopedia/igiene/

 

Leggiamo il Manifesto del Futurismo. Ci soffermiamo su parole come: pericolo, temerità, audacia, ribellione, movimento aggressivo, salto morte, schiaffo, pugno, velocità, elementi primordiali, lotta, violento assalto, "glorificare la guerra - sola igiene del mondo-", militarismo, patriottismo, gesto distruttore, "vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie.

Ora comincia a essere tutto quasi più chiaro.

Passiamo all'Italia che entra in guerra nel 1915, riflettiamo su chi vuole fare una guerra e chi no, ma soprattutto perché.

Ora il passo cambia e chiedo: ditemi cosa pensate di ciò che sta accadendo.

Riporto alcune delle riflessioni dei ragazzi e delle ragazze.

- Io ho paura, Putin potrebbe benissimo non accontentarsi e andare oltre.

- Non riesco a comprendere come gli uomini non abbiamo ancora imparato nulla dalla storia e ancora siamo qui a parlare di guerra, ancora una volta.

- Lì ci sono i miei parenti, tutti i parenti di mia madre.

- Quali sono le conseguenze di questa guerra? e allora io non posso più cucinare?

- Ma allora noi andremo in guerra? 

- Ma perché dovremmo interessarci di questa guerra?

- Sinceramente trovo molto difficile riuscire a immaginare cosa stia accadendo, è troppo lontano da me, da noi, è lontano dalla nostra realtà e non riesco a comprendere, a immedesimarmi.

La mia prima riflessione: come faccio io a parlare di guerra, questa guerra come altre, come faccio a parlare di qualsiasi problema e riuscire ad andare oltre l'informazione? Spiego che sapere è fondamentale, ma è importante che la mia conoscenza porti da qualche parte. Conoscere non è comprendere, ma solo il primo passo, ma come faccio ad andare oltre? Io non ho risposte, ma posso solo accompagnarvi. Proviamoci.

Partiamo da chi ha tentato in qualche modo di dirci cosa significa essere in guerra.

Leggo un passo tratto da Immagina di essere in guerra breve testo di Janne Teller.

Poi passiamo alla nostra Costituzione.

Articolo 11

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Ci soffermiamo su quel famoso verbo "ripudiare" sul significato, sui sinonimi, sul fatto che i nostri padri costituenti ci misero molto a sceglierlo.

Sono più confortati, non possiamo dichiarare guerra a nessuno, al massimo intervenire per evitare guerre e assicurare la pace e la giustizia. Ho decisamente una classe che crede nella Costituzione.

Ripudiare custodisce in sé il senso della memoria, la memoria di chi una guerra l'aveva fatta e subita, la memoria di chi aveva vissuto venti anni di dittatura, una memoria che serve a noi a non ripetere gli stessi errori.

Ripudia la guerra.

Ripudia la guerra!

Ci chiediamo: il problema di non sentirsi coinvolti riguarda solo noi? Come uscirne?

Non ho risposte. Ascoltiamo questa magnifica canzone e seminiamo.



SOLO  LE PIDO A DIOS 

SOLO IO CHIEDERÒ A DIO




Solo io chiederò a Dio
che la guerra non mi lasci indifferente
è un mostro grande e si divora 
la povera innocenza della gente

Solo io chiederò Dio
che il dolore non mi lasci indifferente
e che la Porca Morte non m'incontri
prima che queste parole siano spente

Solo io chiederò a Dio
l'ingiustizia non mi lasci indifferente
non voglio mai più porger l'altra guancia
ed il cielo non ci ha mai donato niente

Solo io chiederò a Dio
che la rabbia non mi esca dalla mente
che chi è poi un bastardo non m'incanti
col sorriso che nasconde il niente

Solo io chiederò a Dio
che il passato non sia mai dimenticato
e non si cancelli la memoria
dell'arroganza che ci ha sempre calpestato

E ancora chiederò a Dio
che il futuro non mi trovi diffidente
c'è ancora tanto da inventare 
per costruire una cultura differente

c'è ancora tanto da inventare 
per costruire una cultura differente


Per non restare indifferenti ci dobbiamo mettere impegno.


Siamo troppo al sicuro? La nostra realtà è troppo lontana? Abbiamo problemi che sono problemi, diversi ma, ammettiamolo, di poco conto rispetto a ... (ma i problemi non sono tutti problemi? con quale strumento potremmo misurarli e compararli?).


Questi siamo noi.


Telegiornale

 

Stando nel cerchio d’ombra

Come selvaggio intorno al fuoco

Bonariamente entra in famiglia

Qualche immagine di sterminio.

Così ogni sera si teorizza

La violenza della storia.


Nelo Risi





Questi siamo noi.

Dove credete che si trovi la consapevolezza raggiunta di ciò che ci sembra tanto distante da noi? Magari possiamo essere parte della soluzione ai problemi del mondo solo se osiamo e usciamo fuori la nostra zona sicura.





Questi siamo noi.



L'indifferenza è la più grande malattia del nostro tempo. Questo cinismo con cui siamo abituati a crescere. Ma non è tutta colpa nostra. Ti devi alzare alle 7, prendi il caffè di corsa, alle 8 prendi l'autobus, timbri il cartellino alle 9, poi c'è il lavoro, il figlio da riprendere a scuola, la cena da preparare. Poi ti guardi i tg che parlano di massacri in Ruanda, dei morti a Baghdad. E si diventa indifferenti. Non abbiamo più il coraggio di uscire per strada e urlare: "Senza di me!"
(Tiziano Terzani, intervista a Controradio 19 aprile 2004)



Mi viene in mente il racconto Il pesce rosso di Enrico Galiano, dico che dovremmo leggerlo, prima o poi, lo ricordo spesso ultimamente e alla fine lo leggeremo.


Quante volte ci fermiamo a riflettere sulla distanza tra noi e il mondo? Sul fatto che anche problemi lontani sono miei problemi? sulla difficoltà che abbiamo a sentirli tali?

Conoscere non significa comprendere e occorre un passo in più.


Cari ragazzi, aiutandovi con le letture e le riflessioni fatte durante la nostra chiacchierata vi chiedo di scrivere un testo riflessivo sulla vostra idea di problemi nel mondo: quanto vi coinvolgono? quanto li capite? quanto vi sentite partecipi di ciò che accade lontano da voi? ha senso continuare a fare ciò che sempre facciamo sapendo che dietro l'angolo c'è la guerra?








19 dicembre 2021

Cibo: la consapevolezza di un bene prezioso



Cibo: la consapevolezza di un bene prezioso

Approfondimento nel percorso multi - disciplinare di educazione civica sullo spreco alimentare.



Cibo: la consapevolezza di un bene prezioso

1 dicembre 2021

Addio ai monti: cosa lascia Lucia?

 Leggiamo insieme il passo da I Promessi Sposi: Addio ai monti (fine ottavo capitolo).



A chi e a cosa Lucia dice addio? Cosa significano? Perché sono così importanti?



Identità 

Io, chi sono? da Corso di filosofia in tre secondi e un decimo di Daniele Aristarco

Vengo da ...


C'è una poesia di una scrittrice americana, George Ella Lyon, che si intitola Where I'm from che significa Vengo da ... la scrittrice ci racconta da dove viene, ma non parliamo solo di luoghi lei parla di tutto ciò che l'ha resa ciò che è luoghi sì, ma anche storie, persone, oggetti, odori, sapori, colori, momenti. Allora proviamo anche noi a scrivere da dove veniamo. Leggiamo prima qualche esempio della mia amica prof. ssa Valentina Felici https://padlet.com/valentina_felici/f7lo9j55vmjt

Ascoltiamo Daniele Aristarco.




e noi? noi da dove veniamo?

12 settembre 2021

Pillole di orientamento 1: decidiamo?

 Iniziamo la terza media, oggi è il primo giorno di questo ultimo anno, non vi devo ricordare che fra pochi mesi ci saranno delle decisioni da prendere quindi direi proprio di iniziare da come ci sentiamo, che ne dite?

Ragioniamo insieme su una serie di domande e da qui, ogni tanto, senza impegno ma con attenzione, rifletteremo su quanto emerso dalla discussione.






Il verbo decidere deriva dal latino e significa tagliare. Quindi ogni volta che prendi una decisione tagli via delle possibilità scegliendo una strada piuttosto che un'altra.

Fattori che influenza una decisione (qui ti aiuto io basandomi sulle tue risposte):
1. emozioni
2. la ricerca di una ricompensa
3. l'influenza delle relazioni interpersonali

Perché è difficile prendere decisioni?

Cosa possiamo fare? Quali strategie possiamo usare per superare gli ostacoli?

Prima di lasciarci e darci appuntamento alla "pillola" successiva vi faccio un'ultima domanda: 

Credi che la capacità di decidere sia una caratteristica delle persone perfette? O magari siamo perfetti perché sappiamo decidere? 

Vi leggo un breve passo da L'arte di sbagliare alla grande di Enrico Galiano (p. 80)
"Non preoccupatevi se a sedici anni andate male a scuola".










23 aprile 2021

L'Iliade dei sentimenti: un viaggio tra le emozioni e i sentimenti cari



Quest'anno ho deciso di raccontare e leggere alcuni passi dell'Iliade soffermandomi sui sentimenti, non quelli di guerra e di battaglie, non di vendetta e di odio ma i sentimenti che uniscono i protagonisti di questa storia millenaria e che Omero, o chi per lui, ci racconta e ci ha donato con straordinaria maestria.


Il nostro viaggio è iniziato da Ulisse, l'abbiamo letteralmente "presa alla larga" con un antefatto lontano, la storia di Elena che cerca il suo sposo tra i principi greci, la scelta come sappiamo ricadrà su Menelao ma gli altri saranno tutti sottoposti a giuramento; la scelta di Elena avrebbe potuto suscitare discordia quindi tutti i principi diventano potenziali difensori di Elena, la donna più bella del mondo allora conosciuto.


L'idea geniale è di Ulisse e proprio da lui e dal suo amore per Telemaco siamo partiti. Ulisse non vuole partire per la guerra dopo il rapimento di Elena e allora si finge pazzo, solo l'amore per suo figlio lo convincerà, anzi lo farà desistere dall'inganno.






Achille. Poi è arrivato lui, splendente solo come un semidio può essere. Achille innamorato di Patroclo ma con una madre, Teti, un pochino apprensiva. Abbiamo quindi ricostruito questo personaggio, l'eroe tra gli eroi e le sue debolezze, i lati dell'uomo più che del dio. I miei studenti sono stati concordi nel dire che il vero tallone di Achille è Patroclo, certamente il film li aveva fuorviati e confusi ma per loro non c'è stato nessun problema ad accettare un amore bello come quello tra i due principi, anche se un amore che, come spesso accade, convive con la morte. 


E arriviamo all'ira, la famosa ira di Achille, sì del passo abbiamo analizzato il contrasto con Agamennone, l'Atride, ma Crise ci ha colpito di più, lo strazio di un padre, l'amore di un padre che farebbe tutto quello che può per salvare sua figlia Criseide.

Storyboard delle lezioni: 

L'antefatto e Achille

- L'ira funesta


Abbiamo parlato anche della nostra rabbia, come si legge dalle lezioni, una rabbia "buona", quella rabbia che si trasforma in dissenso ... sì perché queste lezioni si sono presto incrociate con altre, perché la letteratura ci aiuta se solo se ci suscita domande quindi ... ecco il video che ci è piaciuto tanto.







Prima di andare avanti devo aprire una parentesi, ovviamente il prossimo passo è il famoso episodio di Ettore e Andromaca, si parlerà di famiglia, degli affetti più cari, della loro necessaria presenza e solido sostegno, di tutto ciò che ci fa stare bene e quindi ecco la nostra parentesi, una gran bella finestra sulla felicità che inevitabilmente ci ha portato a parlare del suo opposto: la tristezza.

Vi stupirebbe molto scoprire cos'hanno scritto i nostri piccoli amici ... una frase per tutte e poi vedremo se mi concederanno di scrivere altro:

"essere felice è scoprire che le fragole e le ciliegie sono mature"

Ecco la pagina di approfondimento parallelo: (cliccate sull'immagine)



Ed eccoci qui al passo che preferisco: Ettore, l'eroe troiano che si prepara all'ultima battaglia. Su cosa volevamo porre la nostra attenzione? Semplicemente sull'umanità e la grandezza di questo eroe, un uomo che è figlio, fratello, marito e padre, e dalla sua storia scoprire la forza di quei sentimenti che lo legano alla sua famiglia, sentimenti di uomo, i nostri sentimenti di uomini e donne, di piccoli uomini e piccole donne.







Ultima lezione: Achille e Priamo

- Lettura del combattimento tra Ettore e Achille dal testo di Baricco che affida ad Andromaca il racconto.
- Lettura dell'incontro tra Achille e Priamo dal testo della Miller, La canzone di Achille.
- Lettura del passo in versi ovviamente semplificato.
Riflessioni sulla figura di Priamo e sulla comprensione del passo.

28 febbraio 2021

Il salotto letterario: Un ribelle a Scampia

 lezione del 1 marzo 2021


Oggi vi racconterò una mia lezione, un'attività particolare già provata altre volte con questa classe, una prima media, ma che oggi ho proposto in modo guidato e strutturato, preparando anche individualmente i ragazzi.

Ho chiamato l'attività Salotto letterario perché la classe, anche se guidata, si confronterà liberamente sul libro letto. Parlare di una lettura tra undicenni non è proprio l'attività più semplice del mondo, ma ci sono due vantaggi: al compagno si dirà liberamente ciò che alla prof non diresti mai, gli argomenti di interesse per loro e il loro punto di vista emergeranno spontaneamente senza che loro se ne accorgano.

Il testo scelto è Un ribelle a Scampia della scrittrice Rosa Tiziana Bruno, libro già letto con grande successo in passato, ma sul quale ho lavorato sempre in modo diverso. Questa volta la classe è una classe di lettori, amanti della lettura che rispondono bene a diverse sollecitazioni, un gruppo collaborativo e molto interessato, a volte difficile da gestire per la troppa partecipazione, un gruppo che starebbe lì a riflettere e arrovellarsi per ore su un passo, l'immagine di un albo, una copertina. Il gruppo giusto che ha bisogno anche di una guida che non lo faccia allontanare troppo dalla mèta.

Una settimana fa ho dato loro delle riflessioni da scrivere, hanno lavorato all'interno della classe virtuale, quindi nella discussione partirò anche da queste riflessioni per poterli supportare.

Veniamo all'obiettivo.

Quando ho consegnato loro il libro qualcuno, memore di notizie, del sentito dire ha espresso opinioni fuorvianti sul possibile tema trattato dal libro, hanno letto il nome Scampia e subito sono emersi pensieri stereotipati sul quartiere, la "gente" che ci abita e via dicendo. Allora mi sono detta che questo fosse il libro giusto per capire, per farli aprire, per andare anche oltre il libro, se possibile.

I ragazzi hanno avuto un tempo per fare la lettura individuale, hanno poi scritto le loro riflessioni, partendo da domande chiave (che poi leggerete) e oggi abbiamo aperto il nostro salotto. 




Per rompere il ghiaccio ho chiesto semplicemente, per alzata di mano:

- vi è piaciuto il libro?

- lo consigliereste?

e infine ho chiesto un perché, un giro velocissimo di argomentazioni a favore o contro il libro.





Le loro risposte:

- a 9 studenti è piaciuto il libro a 5 no;

- 13 lo consiglierebbero e 1 no (poi in realtà si ricrede pensando di dover consigliare solo alle persone a cui sa che effettivamente piacerà);

- perché? Storia interessante, lo devono leggere i ribelli, ho più chiari argomenti che non conoscevo o sui quali avevo dei dubbi; interessante lettura per chi pensa di non avere una bella vita; libro molto attuale, legato alla realtà, per esempio oggi si pensa che la scuola sia un dovere o che non sia importante, o magari si pensa che rubare non abbia conseguenze; lo consiglio alla mia vicina di casa alla quale non piacere leggere e neanche andare a scuola; il libro fa riflettere sulle proprie scelte; lo farei leggere al presidente della regione Campania o al sindaco di Napoli per fare in modo che le Vele non vengano abbattute e per fargli capire che lì ci vive tanta brava gente che veramente può fare la differenza; la storia è scritta molto bene; il libro ci lancia tanti messaggi come per esempio che occorre stare attenti alle persone che frequentiamo.


Inserirò prima le domande di riferimento, ogni volta lascerò liberi i ragazzi di chiacchierare, ma in questo post vi spiegherò ogni volta quali sono le mie intenzioni non esplicitate.


1. Cosa significa "ribelle"? Secondo te è un termine appropriato per il protagonista di questa storia? perché? 

Ribellarsi può avere diverse accezioni, ci si può ribellare a un sopruso, a una condizione opprimente, a una realtà nella quale non si vuole più vivere, ma ribellarsi può voler dire anche che si vuole fare di testa propria, si sbaglia, non si obbedisce. Parlare di ribellione significa parlare di regole o di giustizia, di libertà, di scelte. La ribellione può anche essere considerata il primo passo della crescita.

Vediamo cosa hanno detto i ragazzi 

Ribadisco che io non sono intervenuta nella discussione se non alla fine per tirare le fila, riassumere e constatare che avessi o avessero compreso tutto.

Il primo intervento è stato deciso: Nicola non segue le leggi e quindi fa cose cattive, la sua ribellione è negativa. Subito però uno studente ha aggiunto che chi vive in un regime dittatoriale (sono in prima media!!!) e si ribella lo fa per ottenere i propri diritti, per un cambiamento; il ragazzo ricorda figure come Martin Luther King, Ghandi). Si continua: Nicola è una persona alla quale non possiamo dare ordini, non vuole essere comandato, insofferente alle regole. Una ragazza dice che la fa pensare a Robin Hood, lui in fin dei conti si ribella anche quando organizza le letture a Scampia, si ribella alla situazione che si vive nel quartiere e quindi aiuta gli altri. Poi viene fuori che chi si ribella è debole. Non so perché abbiano detto questa cosa, non mi sanno spiegare. Intervengo dicendo che potremmo concentrarci sui momenti di ribellione di Nicola, quali sono? Dicono: il furto (ribellione alla sua vita da povero); andare a scuola (si ribella a se stesso); le letture (ribellione verso chi vede nelle Vele il degrado).

Faccio notare che esistono e hanno parlato di due diversi modi di ribellarsi, li pungolo con il discorso del superare i limiti imposti, cosa significa allora crescere? In alcune società tribali la prova per diventare adulto è un rito importante, è una prova anche dura, ma quando superare i limiti è veramente opportuno?

Conclusione: superare il limite e quindi ribellarsi è sensato e produttivo quando impari qualcosa o cambi una sofisticazione in positivo.

Nicola lo fa? Risposta: non sempre. Impara? Risposta: sì.

Il titolo del libro è azzeccato? Risposta: ovviamente sì.

Soluzione: occorre prima conoscere per poter giudicare ma non possiamo fidarci subito, fidarsi è importante.