descrizione

Perché gocce di armonia? Armonia significa sovrapposizione, incontro, combinazione di suoni diversi. Suonare insieme vuol dire anche ascoltare l'altro per potersi migliorare, per poter sentire la musica con l'altro, per poter costruire insieme. Questo è quello che cerco di fare con i miei studenti: creare armonia, insegnando quanto ascoltare e ascoltarsi sia importante per imparare e conoscere insieme, insegnante inclusa.
Speriamo di comporre, goccia dopo goccia, un mare di sinfonie …
Voglio ringraziare la mia amica Cristina per l'aiuto e l'incoraggiamento, senza di lei questo blog non avrebbe mai avuto inizio. Grazie Crì

Il materiale presente nel blog è stato pubblicato con il permesso dei genitori dei ragazzi.
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23 gennaio 2024

Parole: libertà, informazione, conoscenza


Iniziamo questo nostro nuovo percorso da due citazioni. Cosa dovrete fare?

- leggerle con attenzione

- confrontarvi all'interno del gruppo sul loro significato

- sottolineare parole/frasi potenti dando una spiegazione 

Al termine il capogruppo di oggi riferirà in modo sintetico, ordinato ed esaustivo.


Tutti gli usi della parola a tutti: mi sembra un buon motto, dal buon senso democratico.
Non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo.
Gianni Rodari


Non smettete mai di protestare; non smettete mai di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l’autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Non esiste la verità assoluta. Non smettete di pensare.
Siate voci fuori dal coro. Siate il peso che inclina il piano. Siate sempre in disaccordo perché il dissenso è un’arma. Siate sempre informati e non chiudetevi alla conoscenza perché anche il sapere è un’arma. Forse non cambierete il mondo, ma avrete contribuito a inclinare il piano nella vostra direzione e avrete reso la vostra vita degna di essere raccontata.
Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai.
Bertrand Russell

10 maggio 2013

IIA Libertà di stampa: incontro con il reporter Pino Scaccia

La nostra parola d'ordine dall'inizio del nostro percorso sulla legalità è stata conoscenza, conoscenza come sapere, come essere informati, conoscenza come parlare, informare, far conoscere o denunciare. Dal potere della parola di un testimone, contrapposta al silenzio di un omertoso, al potere di una parola che ha ci fa comprendere e sapere cosa significa mafia, illegalità, fin poi alla parola che svela misteri, al coraggio di chi è testimone o è stato testimone e vuole raccontare. 




Conoscere è l'arma che rende forti. La sola arma che ci mette in condizione di scegliere, di sapere cosa è il bene e cosa è il male. Di conoscere il mondo, realtà lontane dalla nostra, farcele sentire come vicine, conoscenza è comprensione. In alcune delle nostre lezioni abbiamo voluto ricordare, attraverso testi, video e filmati giornalisti che hanno fatto del loro mestiere una missione, che volevano informare per combattere, poi è arrivato il momento di incontrare un giornalista: il dottor Pino Scaccia, inviato del Tg1.






Una cosa è studiare dai libri, un'altra è ascoltare "storie" da chi le ha vissute ed è  stato quindi un testimone. I testimoniare è importante. Spesso i testimoni sono costretti a tacere o non sono ascoltati. Io, da insegnante e nel mio piccolo, cerco di rendermi tramite, ma arriva il momento in cui devo chiedere aiuto a grandi narratori come Pino Scaccia. 

Quando muore uno di noi. Non importa la nazionalità e neppure il ruolo: può essere un fotografo o un fonico, un operatore o un producer: uno di noi. E allora ti accorgi che stai in mezzo a una guerra vera, dove sparano sul serio, non è un film, e se non capita a te ma a qualcun altro è solo casualità, destino. Inutili i giubbotti antiproiettile, le scorte, la prudenza, il mestiere, tutto il resto. Se ti arrivano granate o colpi di cannone o killer assetati di vendetta o guerrieri disperati e impauriti c’è poco da difendersi. Neppure il buonsenso basta perché la storia è piena di passi molto riflessivi e poi l’incursione improvvisa, l’attacco a sorpresa e tu ti ritrovi lì, a un soffio dalla fine. Chiunque di noi si è trovato spesso in difficoltà. Ma nessuno di noi è un eroe né ha la vocazione di diventarlo. Si va in guerra, sembra banale, come si va in qualsiasi altra parte del mondo a “raccontare”: può essere una festa e può essere l’inferno. La cosa strana è che continuiamo a sentirci dei privilegiati, solo per il fatto di stare in mezzo all’evento, occhi e anima di tutti gli altri. Molti purtroppo pagano irrimediabilmente la grande curiosità, questa voglia di capire. 
dal blog di Pino Scaccia http://acidcamera.wordpress.com/dossier/



L'incontro con Pino è stato veramente emozionante, ha colpito talmente  i ragazzi che, dopo questa mia introduzione, la cui vera funzione è quella di fare da unione con il lavoro precedente e di un intero anno, lascerò la parola ai ragazzi.






L'incontro è stato molto informale, da buoni amici abbiamo sfogliato insieme un piccolo album di foto che il signor Scaccia ci ha permesso di usare, da lì è partito il suo racconto, fatto di tanti racconti diversi, di tanti luoghi e volti diversi, tante realtà  


Cliccare sull'immagine per vedere le foto


Abbiamo poi visto un video con il commento dalla viva voce del testimone dei fatti narrati.










Lascio ora la parola a due delle mie alunne. Camilla ci racconterà a modo suo l'incontro, mentre Elisa ha trascritto per noi le domande rivolte a Pino.





Prima di inserire i testi creativi dei ragazzi vorrei proporvi alcune riflessioni del dottor Scaccia. Le ho lette ieri, 9 maggio, data importante densa di ricordi, per chi vuole ricordare, ricordi che parlano di morte ... ricordi di Peppino Impastato e Aldo Moro. Ricordi che devono insegnare, soprattutto ai più giovani.

C’è chi mi accusa di trasformare spesso questa pagina in un muro del pianto. Ma non si può dimenticare quello che c’è stato prima. Carmelo Bene, geniaccio iperbolico, diceva spesso che “noi siamo quello che siamo stati”. E’ il filo della vita, quindi anche della morte, quello che unisce la nostra esistenza. Anche se sono passati tanti anni, come si fa a dimenticare il sacrificio di Peppino Impastato oppure la fine di Aldo Moro che probabilmente ha cambiato l’Italia? Sono stato tempo fa in una scuola media di montagna. E sono rimasto sorpreso, oltre che confortato, dall’interesse che i miei racconti suscitavano in quei ragazzini. Quando ho affrontato il tema dei reporter volevano sapere tutto su Ilaria Alpi per capire come una giovane giornalista possa decidere di andare in un posto a rischio per raccontare quello che gli altri non possono vedere. Volevano poi sapere tutto sulle guerre, soprattutto volevano sapere il perchè da chi le ha frequentate, così come sono rimasti sconcertati dal mio viaggio a Chernobyl, tentando di immaginarsi l’apocalisse. La nostra storia (così come la storia del mondo) è così drammaticamente ricca di dolore che spesso ci capita di ricordare il passato. Tra poco sarà anche l’anniversario delle bombe a via dei Georgofili. Nessuna celebrazione, ma il dovere credo di uno che c’è stato, che ha respirato quella polvere assassina, di trasferire ai più giovani notizie e sensazioni. I testimoni, sempre più preziosi perchè sempre più rari, hanno questo compito. Sto ricostruendo gli eventi della campagna di Russia, settanta anni dopo, grazie ai racconti degli ultimi contadini che hanno visto con i propri occhi quella tragedia. E’ l’unica maniera per avvicinarsi alla verità. Molto meglio che leggerla (in maniera parziale) sui libri o attraverso cronache approssimative e senza anima. 
dal blog La torre di Babele Pino Scaccia

Vorrei ringraziare questa persona, questo uomo, veramente speciale, anche io, e non solo i ragazzi, sono stata catturata dalle sue parole, ma anche dalla sua semplicità e infinità disponibilità. Chi altri poteva arrampicarsi su per una montagna per parlare a sedici ragazzini dodicenni e a una prof sui generis se non lui?
Grazie Pino!





17 marzo 2013

IIA Arcinazzo: Conoscenza scienza e legalità - blog in prestito





Scienza, conoscenza e legalità, ci prepariamo ad affrontare ed approfondire temi difficili, a dire il vero, la maggior parte degli argomenti che leggerete in questo post sono già stati discussi in classe e devo ovviamente ringraziare la professoressa Maria Teresa Bartolomei, insegnante di Scienze, che sta svolgendo queste lezioni insieme a me. Nel post ci saranno lezioni fatte insieme e lezioni individuali, che la professoressa descriverà in seguito.

Come dicevo, gli argomenti sono molto difficili, ma sono convinta che, presentati nel modo giusto, saranno recepiti e compresi dai ragazzi. Intanto il percorso sulla legalità diventa già solido, i ragazzi infatti sono occupati ora in un'indagine sul territorio tipo "iene tv", e di loro spontanea volontà hanno inserito nell'indagine argomenti inerenti queste lezioni.

Tre sono i punti fondamentali sui quali si sono basate le lezioni:
- la conoscenza, il desiderio innato nell'uomo di conoscere, come dice uno degli autori letti "uomo condannato a conoscere"
- la scienza, tutto ciò che l'uomo "crea", fin dove la sua curiosità lo spinge, in che modo scopre, l'uso che fa delle sue scoperte, il perché delle sue ricerche
- la legalità, fin dove può spingersi l'uomo? c'è bisogno di leggi che regolino la sua ricerca? la limitino o indirizzino? perché? ci sono leggi?


Per la conoscenza ho ripreso una vecchia lezione fatta alcuni anni fa con un'altra seconda e siamo partiti dalla Divina Commedia, dal famoso passo di Ulisse, dove ritroviamo il desiderio della conoscenza, la curiosità, il coraggio, la sfida ai limiti dell'esperienza umana. Ulisse però non sembra affatto vinto dai limiti, più forte è in lui l'ardore della conoscenza.

DIVINA COMMEDIA CANTO XXVI, VV. 118-120OTTAVO CERCHIO OTTAVA BOLGIA: I CONSIGLIERI FRAUDOLENTI







Nella lezione si mette in evidenza come l'uomo di ogni tempo senta il bisogno di conoscere, cercare soluzioni, migliorare la sua vita, sconfiggere le paure, ma anche, purtroppo, sentirsi onnipotente e quindi perdersi talvolta nell'aspetto peggiore del suo desiderio di conoscenza.

Con i ragazzi abbiamo iniziato a leggere brani sul rapporto uomo - scienza, vi riassumo brevemente, per voi e per loro, i contenuti.

1.Condannati a conoscere da Perché la scienza di Luca e Francesco Cavalli Sforza
E' propria dell'uomo la conoscenza, ma l'uomo deve decidere cosa farne, pensiamo ad esempio all'atomica fonte di energia, ma anche strumento di terrore e morte.
2. Lettera ai giovani sulla scienza di Tullio Regge 
Il mondo di oggi è ancora preda della superstizione, della magia, dei fenomeni paranormali, ma è anche vero che gli scienziati , molti, disprezzano il rapporto diretto con l'uomo comune; la scienza va avanti, ma la conoscenza è per pochi, soprattutto la scienza deve servire a costruire un futuro migliore.
3. Il futuro e le biotecnologie da Breve storia del futuro di Eirik Newth (testo letto con la professoressa di scienze)
Anche in questo caso la scienza è al servizio dell'uomo, la scienza che modifica gli organismi per adattarli alle esigenze dell'uomo, ma quali sono i rischi?
4. C'è sempre qualcosa di nuovo da imparare di Galileo Galilei 
La conoscenza è un processo infinito, l'uomo intelligente impara dal mondo che lo circonda, ma deve essere curioso e osservare, ma soprattutto deve mettersi in discussione, deve dubitare senza avere la presunzione di conoscere già tutto il conoscibile.
 A questo punto abbiamo voluto "mettere in difficoltà" i ragazzi, ho raccontato loro la storia della piccola Sofia.


La finalità della lezione era quella di far comprendere ai ragazzi quanto di fronte a situazioni del genere sia difficile prendere una decisione. Dopo il racconto e la spiegazione della professoressa di scienze, ho chiesto cosa ne pensassero e le opinioni, seppur contrastanti, erano decisamente a favore di un aiuto alla bambina. Ma la scienza ha bisogno dei suoi tempi e qualsiasi decisione non può essere dettata solo dal cuore, la scienza ha tempi, modalità, regole (il protocollo), e se è vero che la legge deve garantire la vita e le cure per tutti, è altrettanto vero che la scienza ha bisogno di regole, perché la scienza è sperimentazione e può essere pericoloso non accertarsi che quello che sta facendo sia giusto.


post in costruzione





28 gennaio 2013

IA: Identità, incontrarsi a metà strada

lezioni precedenti


Come ci vedono gli altri? Come noi vediamo gli altri?




Dopo aver approfondito il concetto di identità e dopo un lungo e interessante lavoro di immedesimazione in panni altrui, di bambini e ragazzi meno fortunati, è venuto il momento di comprendere cosa significhi vivere la propria identità. Tutti possiamo vivere effettivamente come siamo? Tutti siamo liberi di vivere a pieno la nostra cultura, le nostre tradizioni, parlare la nostra lingua madre, vestire i nostri abiti, avere un nome e basta, insomma...essere? Come ci vedono gli altri? Ci vedono effettivamente per come siamo o hanno delle idee in testa che si chiamano preconcetti o stereotipi? Quanto si impegna l'altro a comprendere come siamo veramente? Perché non lo fa? Paura? E se poi ci conosciamo ... cosa accade? qual è il valore della scoperta dell'altro?

Per ora sarà il caso di non andare troppo lontano, per incontrare l' "altro" infatti basta girarci a destra o a sinistra e guardare il nostro compagno di banco ... vogliamo dire scoprire? Beh, scusate il gioco di parole, ma sarebbe il caso a questo punto di scoprirlo insieme.
Per farlo seguiremo alcune attività, al termine delle quali speriamo che saremo riusciti a conoscerci meglio.

1. Pensano di me, ma sarà vero?
Dopo aver diviso la classe in gruppi ogni ragazzo del gruppo scriverà su un foglietto una serie di aggettivi e sostantivi che descrivano ognuno dei singoli compagni, ovviamente il suo modo di vederlo. Gli aggettivi dovranno riguardare il suo carattere, quello che gli piace fare, quindi le sue passioni, i desideri, come il compagno si ponga nei confronti degli altri.  Ogni ragazzo raccoglierà le informazioni che lo riguardano e comunicherà al gruppo, in modo chiaro e ordinato, se gli altri lo hanno descritto bene oppure no, spiegherà anche il perché.

2. Conosco veramente i miei compagni?
In questa seconda fase, dopo aver ascoltato le osservazioni di tutti, ogni ragazzo passerà alla sua riflessione guidato da alcune domande:

- Quanto sono state esatte le mie prime impressioni?
- Quali riflessioni mi vengono in mente? 
- Cosa mi ha sorpreso maggiormente?
- Se io ho questa idea dei miei compagni quale giudizio ho di loro?
- Conosco veramente i miei amici? Mi impegno a conoscerli nel modo giusto? Come posso fare per conoscerli?

3. I miei compagni mi conoscono veramente?
Questa volta ognuno dovrà riflettere invece su cosa è stato detto su di lui. Dopo aver riletto le singole descrizioni ognuno risponderà alle seguenti domande.


- Che cosa ne penso di queste informazioni?
- Condivido quello che gli altri pensano di me? Perché?
- Quanto tengo conto di quello che gli altri pensano di me?
- Quanto credo sia possibile che gli altri mi conoscano? Cosa faccio o potrei fare per farmi conoscere meglio?




Al termine dell'attività riuniremo le nostre considerazioni e ci concentreremo soprattutto sul come sia possibile conoscere e farsi conoscere e sul perché sia importante "scoprire" l'altro.


I ragazzi al lavoro ... vedremo poi come finirà la storia. Vi dico subito che i gruppi sono stati fatti ad hoc, ragazzi che non si parlano o frequentano, subito è stata evidente la prima difficoltà all'inizio quasi intramontabile: 
prof che scrivo? ma non lo conosco! 
oppure sono venute fuori i primi preconcetti e accennate le conseguenti spiegazioni.









Cosa non mi permette di avvicinarmi all'altro?



“Io voglio che le culture di tutti

i paesi
soffino liberamente come il vento
nella mia casa, 
ma che nessuna di esse,
come il vento,
possa strappare le mie radici.”
Mahatma Gandhi



Chi è l'altro? Basta guardarci intorno e vedere che l'altro è tutto ciò altro da noi, gli altri, quelli che ci circondano, che sono diversi da noi, che non siamo noi. Spesso, anzi, quasi sempre, l'altro diventa colui che è diverso dai "più", da quelli che sentiamo, percepiamo e viviamo uguali o simili a noi, il nostro gruppo, i nostri amici da sempre, la nostra famiglia. L'altro quindi diventa una nazione diversa, un diverso modo di essere, un modo diverso e forse più difficile di vivere, risolvere i problemi della vita di tutti i giorni ...un altro che è lontano da noi. Nasce quindi il disprezzo, la paura, il pregiudizio, lo stereotipo, la discriminazione, il voler trattare l'altro in modo diverso, magari metterlo all'angolo solo perché ... perché lo consideriamo diverso o perché abbiamo paura di lui? o magari il confronto con l'altro è solo uno dei tanti modi per conoscere noi stessi? e se poi non ci piacessimo?



UN QUADRATO NEL PAESE DEI ROTONDI

La storia. Mi hanno raccontato di un paese lontano o forse vicino, non ricordo, in cui ogni cosa (abitanti ed oggetti) era rotonda. Rotonde le case, le teste, i piedi, le porte e le finestre. La gente rotolava allegramente : c'erano cerchi grandi, piccoli, rossi, verdi, un po' storti, con qualche ammaccatura. Un giorno , in questo villaggio arrivò un viaggiatore. Era già capitato e non vi era niente di strano, se non , e non era poco, che questo viaggiatore era quadrato. A "quadrato" quel paese senza spigoli sembrò strano ma gli piacque e decise di fermarsi . Ai rotondi capitò una cosa curiosa. Prima dell'arrivo di quadrato gli sembrava di essere così diversi fra loro, ma da quando c'era lui si erano resi conto di essere proprio simili.
Quadrato si accorse subito che qualsiasi cosa facesse, ovunque andasse, tutti lo guardavano; tutti quegli occhi addosso lo innervosivano , si sentiva continuamente come un equilibrista sul filo, e più cercava di stare attento più gli capitava di combinare guai. Anche se , per la verità, anche ai rotondi capitava di sbagliare ma quando lo faceva lui, sembrava più grave. Quadrato stava malissimo quando sentiva bisbigliare alle sue spalle . "Tutti i quadrati sono maldestri e rovinano le cose. Per forza, con quei loro spigoli aguzzi!!!".
Certo che non era facile avere una forma quadrata in mezzo a tutti quei cerchi. Persino le porte erano ora un problema. Stufo di stare da solo cercò di conoscere alcuni abitanti e pensò che il modo migliore per farsi accettare fosse di dimostrare quante cosa sapesse fare. Cercò di fare tutto più in fretta e meglio dei cerchi: lavorare, essere gentile, organizzare feste, raccontare barzellette...ma non andò molto meglio. Era stanco ed i rotondi continuavano a comportarsi in modo strano, diverso, quando c'era lui. Pensò allora di farsi notare di meno, di cercare di essere il più possibile simile a loro: si arricciò i capelli, si mise grossi vestiti che nascondessero gli spigoli, riempì di cotone le scarpe e cercò persino di parlare con accento rotondo. Ma nemmeno questo funzionò. Quadrato si sentiva ridicolo ed i cerchi sembravano infastiditi dal suo tentativo di imitarli. Finalmente gli sembrò di capire. Forse sbagliava a voler diventare amico di tutti subito. Forse il segreto era quello di cercarsi un unico cerchio amico che poi lo avvicinasse agli altri. Aiutò un cerchio che aveva conosciuto ad imbiancare la casa, gli tenne compagnia quando era solo, lo aiutò nel lavoro, sfruttò per lui i suoi spigoli quando servivano . E le cose effettivamente migliorarono un pochino. Ogni tanto cerchio portava quadrato a qualche festa, o lo ringraziava del suo aiuto. Ma quadrato non era felice, la loro non si poteva chiamare amicizia, si sentiva più aiutante (ogni tanto addirittura servo) che amico, e sopratutto si era accorto che gli altri lo ascoltavano di più e ridevano delle sue battute, se parlava male degli altri quadrati, se li prendevano in giro come facevano loro all'inizio con lui, se confermava che tutti i quadrati sono rozzi, goffi e violenti, che rubano i bambini rotondi, che tolgono posti di lavoro ai cerchi, che sono pigri e pettegoli.
Una mattina quadrato si alzò più triste e stanco del solito e decise di andarsene. Mentre attraversava il paese con il suo zaino, si accorse , fra i tanti sguardi che lo accompagnavano, di alcuni che sembravano dispiaciuti, imbarazzati, come lui; che sembravano non trovare il coraggio o le parole da dirgli. Anche a lui non veniva in mente nulla. Così tirò avanti verso il suo paese. Il solo dispiacere che gli restava era di non aver incontrato prima quegli sguardi incerti ed aver parlato con loro, aver provato a raccontargli come si sentiva, ed avergli chiesto cosa provavano loro.
(Anonimo)


La storia di Zero 



Due storie simili, ma molto distanti. Il tema è l'emarginazione, ma i due protagonisti delle storie, Quadrato e Zero, reagiscono in modo diverso alla loro situazione.

Queste le riflessioni dei ragazzi

Come facciamo a conoscere l’altro e a farci conoscere?
Perché è importante conoscere l’altro?
 -volerlo
- ascoltare
- parlare
- chiedere
-  parlare
-  essere sinceri, gentili, socievoli, simpatici
- non  discriminare
- esprimere emozioni
- giocare
- non spaventarci
- essere noi stessi e credere in noi stessi
- rispettare
- essere felici
- essere spontanei
- fare il primo passo
- essere liberi di avere segreti
- imparare a fidarci
- divertirci
-rispettare le decisioni dell'altro
- litigare e fare pace
- conoscere se stessi
- imparare cose nuove
-confrontare le nostre idee
- farci un'idea giusta delle persone
- imparare a fidarsi
- aiutare
- fare amicizia
- non escludere e non essere esclusi
- non restare soli
- fare cose che soli non possiamo fare
- condividere
- essere rispettati
- conoscere sogni e desideri
- conoscere il mondo
- scoprire che tutti siamo uguali, che se io soffro per un dolore, non sono l'unico che soffre o ne ha sofferto (condivisione e comprensione)
- scoprire che posso anch'io insegnare qualcosa 
- scoprire che qualcuno è interessato a me e mi apprezza come persona



Riflettiamo ancora, questa volta partendo dalle parole, fino ad arrivare alle parole



Dolcezza,
vieni a nutrire la mia amara esistenza
Silenzio,
fai tacere l'anima mia in preda ai tormenti
Notte, 
coprimi col tuo manto quando sono indifesa
Luce,
illumina sempre il mio oscuro cammino
Cieli,
apritevi, se qualcuno mi accarezza il viso
Accettami diversa, sarò anch'io felice 
(Flavia)

L'autismo associato al mutismo hanno reso Flavia particolarmente sensibile alla poesia. Ha scritto i suoi versi con il computer attraverso la tecnica della la scrittura facilitata. Ringrazio la Professoressa di Flavia Patrizia Aminta Infantino per avermi permesso di usare questa poesia.


Brani che saranno letti in classe tratti dalla pubblicazione Unicef "Io non vinco tu non perdi":

- Due punti di vista
- La paura verso l'uomo bianco (da Razzismo ieri e oggi, di Mohamed Tahil Hussein)
- L'uomo bianco e l'uomo nero (da Il colore della pelle, canti e scritti di protesta negra, a cura di Lamberto Rem Picci)
- Una vita su quattro ruote 

L'obiettivo della lezione sarà quello di comprendere il significato di concetti quali:
stereotipo, pregiudizio, discriminazione, diversità.
Cosa occorre allora per avvicinarsi all'altro?

Interessante la visione di due film, che non so se riusciremo a vedere
- La tela animata
- Stelle sulla terra








Per chiudere il discorso abbiamo concentrato la nostra attenzione su tutti i bambini "diversi" cioè stranieri che vengono in Italia, sulle loro difficoltà, sui loro diritti.
Abbiamo letto prima il brano L'amico venuto da lontano di Erminia dell'Oro, tratto da "Non calpestate i nostri diritti". Ed. Unicef/Battello a Vapore, poi abbiamo visto quali sono le difficoltà di questi nuovi arrivati ma soprattutto di cosa hanno bisogno e a cosa hanno diritto.
Abbiamo poi letto insieme questo documento dell'Unicef per la campagna Io come tu
qui completo


LAVORI DEI RAGAZZI






29 marzo 2011

IIB DIVINA COMMEDIA: IL FOLLE VOLO DI ULISSE


Divina Commedia canto XXVI, vv. 118-120Ottavo cerchio ottava bolgia: i consiglieri fraudolenti




Siamo quasi alla fine dell’Inferno, vicini a Lucifero al centro della terra, e incontriamo un personaggio che noi conosciamo bene: Ulisse o Odisseo. Dante lo mette tra coloro che per raggiungere i loro scopi usano l’inganno, abusando del dono dell’intelligenza.
Questo passo diventa spunto di riflessione e approfondimento anche molto attuale, se ci dimentichiamo dell’Ulisse ingannatore e riprendiamo l’Ulisse uomo intelligente e curioso, l’eroe che spinto dalla sete di conoscenza varca i limiti del mondo allora conosciuto, un viaggio che lo spinge sempre avanti alla ricerca verso nuove conoscenze.



Dante fa dire a Ulisse:
“Considerate le vostre origini: non siete stati fatti per vivere come animali ma per seguire virtù (il bene) e conoscenza”
Insomma è chiaro che
1. Ulisse incita i compagni a smuoversi dalla loro condizione, l’uomo deve guardare avanti, evolversi, essere curioso
2. l’uomo deve seguire la virtù quindi tutto ciò che gli faccia ottenere gloria
3. l’uomo deve conoscere

Ragazzi di seguito potete trovare alcuni spunti utili per la lezione in classe e il lavoro da svolgere

Prendiamo spunto da questo passo e allarghiamo la nostra riflessione chiediamoci come e perché l’uomo sente il bisogno
di conoscere
di andare oltre le sue possibilità
di scoprire
di superare i limiti

DESIDERIO? MA DI COSA?
Di pura conoscenza
Colombo da cosa è stato spinto, lui personalmente, a varcare come Ulisse (nel mito) le colonne d’Ercole? Conoscere ma anche avere gloria, soddisfare la propria ambizione contro tutto e tutti



Sulla conoscenza di Kahlil Gibran
E un uomo disse:
Parlaci della Conoscenza.
E lui rispose dicendo:
Il vostro cuore conosce nel silenzio i segreti dei giorni e delle notti.
Ma il vostro orecchio è assetato dal rumore di quanto il cuore conosce.
Vorreste esprimere ciò che avete sempre pensato.
Vorreste toccare con mano il corpo nudo dei vostri sogni.
Ed è bene che sappiate:
La fonte nascosta della vostra anima
dovrà necessariamente effondersi e fluire mormorando verso il mare;
E il tesoro della vostra infinita profondità
si mostrerà ai vostri occhi;
Ma non con la bilancia valuterete questo sconosciuto tesoro;
E non scandaglierete con asta o sonda le profondità della vostra conoscenza.
Poiché l'essere è un mare sconfinato e incommensurabile.
Non dite: "Ho trovato la verità",
ma piuttosto: "Ho trovato una verità".
Non dite: "Ho trovato il sentiero dell'anima",
ma piuttosto: "Ho incontrato l'anima in cammino sul mio sentiero".
Poiché l'anima cammina su tutti i sentieri.
L'anima non procede in linea retta,
e neppure cresce come una canna.
L'anima si schiude,
come un fiore di loto dagli innumerevoli petali.

Di cercare soluzioni

...la cultura. L'Universo ha elargito un grande dono all'uomo: con i suoi migliori atomi ha creato una parte di sé stesso dentro la sua mente per studiare il resto di sé. Cosicché: 'Le uniche leggi della materia sono quelle che la nostra mente deve architettare e le uniche leggi della mente sono architettate per essa dalla materia'." - James Clerk Maxwell

Le invenzioni sono per i suoi bisogni primari (mangiare, difendersi, scaldarsi…) ma poi i bisogni dell’uomo sono diventati altri:


macchina  a vapore
  
carbone










automobile
  
pozzo di petrolio



Di sentirsi onnipotente
Onnipotente significa che può fare tutto e non parlo di stregoneria, sebbene alcune delle cose che l’uomo oggi riesce a fare sono straordinarie ma allo stesso tempo ci fanno riflettere 


OGM: organismi geneticamente modificati, si modifica il patrimonio genetico di piante o animali per diversi motivi, per rendere questi organismi più resistenti, per creare piante di grandi dimensioni, per migliorarne le caratteristiche nutrizionali…ma c’è chi asserisce che l’operazione non sia del tutto salutare per l’uomo che poi mangia queste piante.










                        

Di migliorare la sua vita
Pensiamo alle tante scoperte in campo medico vaccini antibiotici  La teoria dei germi (che ha permesso di fare passi enormi nella prevenzione e nel trattamento delle infezioni) semplici “cose” per noi e anche scontate ma spesso, studiando la storia, abbiamo parlato di epidemie e carestie che debellavano interi popoli

Andiamo a qualcosa di più recente e curioso sì i robot








                                         



A lei, un robot è solo un robot. Ma lei non ha lavorato con loro. Lei non li conosce. Loro sono degli addetti alle pulizie, i migliori che abbiamo.
Io, Robot (1950), di Isaac Asimov
Quando la Terra è dominata da un padrone-macchina... quando i robot sono più umani dell'umanità.

L’uomo bicentenario è un film ispirato dai racconti di Asimov, il film è bellissimo, protagonista è un robot che si sente più umano degli uomini e per tutta la sua lunga vita cercherà di diventare uomo in tutto  e per tutto.


Di sconfiggere… la vecchiaia, la morte … ma anche le “imperfezioni del suo corpo”


Terrificante vero? Lui è il protagonista di un romanzo che si intitola Frankestein
Il giovane Victor Frankestein protagonista della storia, che già da bambino era affascinato dalle scienze naturali e dalla medicina, coltiva segretamente un sogno impossibile per chiunque: la creazione di un essere umano più intelligente, dotato di salute perfetta e lunga vita. Allora cosa fa? Mette insieme “pezzi” di uomini e crea questo bel tipo che vedete qui…la storia non ve la racconto tutta...



Scoperto l'elisir di lunga vita
Annuncio di un ricercatore americano
Un ricercatore americano ha annunciato la scoperta dell'elisir di lunga vita, che le case farmaceutiche potrebbero iniziare a testare già tra due anni. Secondo il professor Nir Barzilai, dell'Albert Einstein College of Medicine di New York, sono in corso diverse sperimentazioni che, partite dallo studio di cure per diverse malattie legate all'invecchiamento, sono giunte ad un unico farmaco capace di combatterle tutte.
Il tanto desiderato elisir di lunga vita, protagonista di decine di film e libri, potrebbe quindi abbandonare il mondo della fantascienza e divenire realtà. Lo studioso, durante una conferenza sull'invecchiamento alla Royal Society di Londra, ha confermato che le case farmaceutiche potrebbero iniziare a testare il nuovo "farmaco della longevità" già tra due anni. "La specie umana è fatta per vivere oltre i cento anni", ha detto Barzilai.

La pillola miracolosa agirebbe sul ciclo di vita delle cellule, il metabolismo e il tasso di colesterolo, contrastando l'invecchiamento umano. Per vivere più a lungo non ci sarebbe bisogno quindi di uno stile di vita sano o di continue cure, ma solo di un "gene della longevità", che il professore dice di aver individuato studiando ultracentenari in perfetto stato di salute.
Secondo il professore, solo pochi fortunati hanno il dono di possedere tale gene che non solo permette di vivere a lungo ma che sembra determini una minore propensione delle malattie durante tutta la vita e un'improvvisa morte naturale senza dolore. Le sperimentazioni si starebbero muovendo alla ricerca della riproduzione di tali difese naturali che alcuni individui hanno innate nel patrimonio genetico.
Vogliamo parlare della chirurgia plastica?


CURIOSITÀ?


Questo esimio signore è Plinio il Vecchio uno storico, grammatico e scienziato vissuto nel I secolo d C, scrisse un libro che parlava di geografia, astronomia, medicina, botanica…..dobbiamo a lui molte delle conoscenze scientifiche del tempo.

Ma interessante è la sua morte, sembra infatti che morì nel 79 d C durante l’eruzione del Vesuvio, spinto infatti dalla curiosità prese una barca e si avvicinò troppo alle costa, incurante del pericolo e ansioso di vedere e poi descrivere un fenomeno così straordinario (si dice che addirittura si mise un cuscino sulla testa per ripararsi dalle rocce  e dai lapilli incandescenti che piovevano dal cielo) purtroppo morì soffocato dai gas emessi dal vulcano.

Si è curiosi soltanto nella misura in cui si è istruiti. 

La curiosità, massima quando è spinta troppo, spesso e volentieri ci porta addosso qualche malanno. 
(Carlo Collodi)





CORAGGIO E SFIDA AI LIMITI DELL’UOMO?


Dalla fantasia alla realtà























record olimpionici, aerei che sfidano la barriera del suono, uomo che oltrepassa i limiti dello spazio, delle terre abitate, degli abissi marini…


MA se la natura umana spinge l’uomo sempre avanti oltre ogni limite quali sono state e sono le conseguenze  di questo comportamento oltre che migliorare le nostre condizioni di vita?


Avrei qualche idea


CONQUISTA, POSSESSO, SFRUTTAMENTO?

INQUINAMENTO?

OGGI LA SFIDE DELL’UOMO SONO BEN ALTRE







Quindi scoperta sì ma nei limiti del rispetto dell’uomo e del pianeta
Argomento di grande attualità è quello dell’energia nucleare, il Giappone sta vivendo questo grave disastro, dopo il terremoto, la centrale nucleare di Fukuschima è in parte esplosa disperdendo radioattività ovunque nell’aria, nell’acqua…una fonte di energia che diventa fonte di morte?







Nell'agosto del 1982 fu stilato il "manifesto di Erice" (poi firmato da oltre 10.000 scienziati di tutto il mondo), in cui si pongono le "regole" a cui studiosi e governi si devono attenere affinchè scienza, tecnologia e politica possano convivere per fare un mondo migliore, in cui la cultura dell'amore si sostituisca a quella dell'odio, in cui portare avanti un'idea di pace e di progresso, senza armi atomiche e rispettando la Natura.





insomma spunti ce ne sono ma possiamo ribadire comunque che

‎"Una vita senza ricerche non è degna per l'uomo di essere vissuta".
(Platone, Apologia di Socrate)

o no?
a presto per altri testi...







ECCO I PRIMI TESTI


Fin dalla sua nascita l’uomo ha mostrato sempre il desiderio di conoscere il luogo in cui viveva, non soltanto per le proprie necessità ma anche per il suo spirito di avventura.
L’uomo ha avuto la necessità di conoscere il mondo anche per la propria curiosità, e anche perché voleva dimostrare agli altri il suo coraggio, la sua capacità di uscire fuori dal proprio ambiente per fare nuove esperienze e scoperte.
Uno dei viaggi di scoperta più importanti nella storia è stato quello nelle Americhe. L’uomo intraprese quel viaggio avventuroso soprattutto per curiosità, per vedere se oltre il mare c’erano popoli, terre abitate che nessuno però aveva mai visto. Così scoprì un nuovo mondo, nuove persone e un diverso modo di vivere.
Oltre ad andare in America l’uomo è andato anche sulla luna. Questo è stato sicuramente il viaggio più emozionante. Forse pensava di trovare sulla luna forme di vita, ma non è stato così.
Nella mitologia sono stati tanti i personaggi che hanno fatto imprese per il mondo, ma l’eroe che per tanto tempo fu lontano da casa è stato Ulisse. Dante lo ricorda nella Divina Commedia . In essa Ulisse incoraggia i suoi compagni a non vivere come animali, ma ad avere coraggio e il desiderio di conoscere nuovi mondi.
Ai nostri giorni tutti noi andiamo in giro e scopriamo nuovi paesi e nuove culture. Non sempre però l’uomo nella scoperta di città, di popoli è tranquillo perché sporca, inquina e non rispetta le culture.
E’ bello e interessante che tutti noi possiamo viaggiare e conoscere nuove cose, però
è importante avere sempre rispetto per la gente e i luoghi  che si visitano.
di Michela Cinti








Ulisse, grande eroe dell’antichità, racchiudeva in sé molte doti, quelle doti che lo hanno reso celebre e “immortale”. Tra queste, le più evidenti e quelle che meglio lo rappresentano sono sicuramente:  coraggio, astuzia e spirito d’avventura. “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza.” Con questa frase l’eroe greco esortava i compagni (meno temerari e coraggiosi di lui) a seguirlo, anche a rischio della vita, perché la posta in gioco era troppo alta: la conoscenza! Da sempre l’uomo ha posseduto sete di sapere, spirito d’avventura, bisogno innato di muoversi, di conoscere e studiare il mondo che lo circonda, uniti ad una giusta dose di curiosità. Spesso, però, egli si spinge oltre i limiti posti dall’esperienza umana e dalla ragione, quasi sfidando la natura, con conseguenze spesso catastrofiche (come gli ultimi avvenimenti in Giappone con le centrali nucleari: si sa infatti che il territorio giapponese è sismico e a rischio Tsunami, quindi non adatto per costruirvi centrali). Lo stesso Ulisse non si faceva scrupolo di affrontare pericoli di ogni genere andando incontro così a mille peripezie e pericoli. Il suo pensiero però non era del tutto sbagliato, perché se l’uomo non avesse avuto  sete di conoscenza e curiosità, a quest’ora probabilmente ci troveremmo ancora all’età della pietra. Come Ulisse varcò le Colonne d’Ercole, i Fenici e i Greci partirono alla scoperta del Mediterraneo, alla ricerca di nuove terre e ricchezze, fondando numerose colonie. Mediterraneo che poi venne conquistato dai Romani che lo denominarono “Mare Nostrum”. Per non parlare dei grandi navigatori come Colombo, che con la sua scoperta portò grandi benefici per l’ Occidente, ma anche gravi conseguenze per le popolazioni di quei territori. Magellano poi, che nel 1519 circumnavigò il globo, dimostrò che la terra era sferica.
Dalle scoperte l’uomo ricava miglioramenti delle condizioni di vita che gli permettono di vivere meglio e più in salute e, a proposito della salute, bisogna dire che se la medicina ha raggiunto i livelli attuali, lo si deve all’opera e agli studi di Ippocrate. Anche Leonardo da Vinci era animato da un grande spirito di conoscenza, tanto da portarlo a sfidare la natura: oggi l’uomo, seguendo i suoi insegnamenti, vola e si sposta attraverso lo spazio. Quindi se attualmente il progresso ha raggiunto tali livelli lo dobbiamo all’ingegno, alla tenacia, alla curiosità, allo studio e alla sete di sapere dei grandi uomini del passato.
Ora, forse, ci sembra di conoscere tutto ciò che c’è da conoscere; in realtà non è così! Ci saranno sempre altri studiosi, altri esploratori, altri medici, altri scienziati che proseguiranno l’opera dei grandi personaggi del passato, permettendoci di vivere meglio. 
L’importante, però, è che l’uomo ricordi che la conoscenza e quindi le scoperte devono essere usate nel modo giusto.
                                                                             Mirella Cenci