descrizione

Perché gocce di armonia? Armonia significa sovrapposizione, incontro, combinazione di suoni diversi. Suonare insieme vuol dire anche ascoltare l'altro per potersi migliorare, per poter sentire la musica con l'altro, per poter costruire insieme. Questo è quello che cerco di fare con i miei studenti: creare armonia, insegnando quanto ascoltare e ascoltarsi sia importante per imparare e conoscere insieme, insegnante inclusa.
Speriamo di comporre, goccia dopo goccia, un mare di sinfonie …
Voglio ringraziare la mia amica Cristina per l'aiuto e l'incoraggiamento, senza di lei questo blog non avrebbe mai avuto inizio. Grazie Crì

Il materiale presente nel blog è stato pubblicato con il permesso dei genitori dei ragazzi.

23 novembre 2012

IA: Regole e contesti, in famiglia




Le lezioni di cittadinanza in prima quest'anno si concentreranno sui diritti e sui doveri del "piccolo" cittadino, abbiamo quindi inaugurato le lezioni proprio con i doveri o come li abbiamo rinominati, le regole nei contesti
Quale contesto migliore che la famiglia?
Ho chiesto ai ragazzi di scrivere le regole imposte dai loro genitori che per loto erano più ingiuste, ma poi abbiamo anche spiegato come, ogni regola abbia un suo perché, una sua ragion d'essere.







Ecco uno schema riassuntivo

REGOLE
INGIUSTE PERCHE’
GIUSTE PERCHE’
ANDARE A SCUOLA

·         Non mi va
·         Non mi piace
·         Perché ci dobbiamo alzare presto
·         È noioso
·         Per l’educazione e la cultura
·         Per imparare
·         Giusto MA diminuendo gli anni di scuola(!)
TORNARE PRESTO A CASA

·         Voglio più libertà
·         Non puoi giocare
·         Ci si deve divertire
·         Per la mia sicurezza
·         Per non fare tardi ;-)
·         Di notte ci sono più pericoli
·         I genitori si preoccupano
·         Ci sono delle regole da rispettare
DIRMI COME MI DEVO VESTIRE

·         Devo avere la libertà di scegliere
·         Faccio “come mi pare e piace”
·         Siamo abbastanza grandi per poterlo decidere da soli
·         Imparare a cambiare imparando i consigli dei miei
·         Non abbiamo ancora l’età per decidere
·         Per non crescere viziati
ANDARE A DORMIRE PRESTO

·         Non posso mai vedere interamente un film
·         Non mi va di dormire

·         Riposare meglio
·         Alzarsi presto la mattina
METTERMI IN CASTIGO
(non è proprio una regola...)

·         Posso fare ciò che voglio
·         Non c’è niente di ingiusto
·         Non posso uscire
·         Non posso andare a scuola calcio
·         Non serve a niente
·         Siamo bambini e ci può far male
·         Educazione
·         Sono stata cattiva
·         Se si sbaglia si deve pagare
·         Per imparare le regole e a non comportarsi male
STARE POCO AL PC

·         Non posso giocare
·         È divertente usarlo
·         Fa male alla salute e alla vista
·         Diventi stupido
VEDERE POCA TV

È uno svago
·         Fa male alla mente e alla vista
·         È una perdita di tempo
ASCOLTARE MUSICA AD ALTO VOLUME (SIA IN CASA SIA CON LE CUFFIETTE)
·         Dopo non la sentiamo
·         Mi voglio sfogare o rilassare liberamente
·         Disturbo i vicini
·         Fa male ai timpani
·         Per rispetto verso gli altri
NON FARMI COMPRARE CIO’ CHE MI PIACE (tipo i vestiti)
Libera di scegliere
·         Per farmi vestire in modo adeguato
·         Magari spenderei soldi per cose stupide
·         Se una cosa costa troppo non si può comprare
OBBLIGARMI  A MANGIARE COSE CHE NON MI PIACCIONO

Se mi obbligano mi sento male

·         Per crescere bene
·         Non sprecare cibo
INSISTERE SUI COMPITI GiA' FATTI

·         Ti assillano
·         ...ma se già li abbiamo fatti...
·         Abbiamo bisogno di fiducia
·         Non vogliono richiami da scuola
·         I genitori devono controllare i figli
·         Magari qualcuno potrebbe fingere
·         Per essere sicuri di mandare i propri figli bene a scuola
RIORDINARE LA CAMERA

·         Non mi va
·         Tanto devo pensarci io
·         Imparare ad essere ordinati
·         Posso trovare più facilmente le mie cose
·         La colpa è mia quindi devo rimediare
FARE I COMPITI DISTESI PER TERRA


Per il bene del nostro fisico
MANGIARE A BOCCA CHIUSA


·         Per educazione
·         Dobbiamo rispettare gli altri


Dopo aver ampiamente discusso e analizzato le risposte e opinioni dei ragazzi, ho chiesto a ognuno di loro di scrivere alcune domande da porre ai loro coetanei riguardanti le regola a casa, ne ho scelte dieci, che i ragazzi, divisi in gruppi, faranno a cinque dei loro compagni in altre classi.


Ai ragazzi è venuta l'idea di fare alcune domande anche ai genitori...vediamo cosa ne verrà fuori.

Riusciremo a comprendere il senso e l'importanza delle regole?

LISTA DI DOMANDE
1.      Cosa sono le regole e a cosa servono?
2.      Come sarebbe un mondo senza regole?
3.      Quali regole ti danno i tuoi genitori? Tu le rispetti?
Per esempio: ti negano quello che ti piace fare, ti strillano perché non fai i compiti? o non vuoi studiare, ti obbligano ha mangiare quello che passa casa, ti chiedono di mettere in ordine la stanza, ti proibiscono di ascoltare musica ad alto volume
4.      Secondo te è giusto che i genitori ci diano delle regole? Perché sì? Perché no?
5.      Ubbidisci a queste regole? A quali no? A quali sì?
6.      Nella nostra discussione è venuto fuori che la maggior parte delle regole dipendono dal fatto che dobbiamo andare a scuola. Cosa ne pensi?
7.      È giusto metterti in punizione? Quali punizioni ti danno i tuoi?
8.      Aiuti in casa o non fai proprio niente? Se aiuti, cosa fai? Lo fai con piacere o no?
9.      Per te cosa significa IMPEGNO E RESPONSABILITA’?
10.  Cosa significa per te essere un buon cittadino?

DAL PUNTO DI VISTA DEI GENITORI
1. Perché mi dai regole da seguire?
2. Secondo te, io sono un figlio che rispetta le regole o no?
3. Cosa significa per te essere buon cittadino?

Si parte con l'intervista!!! ed eccola qui!








IIA Libertà e Regole: La giustizia fai da te

[...] La sovranità appartiene al popolo che la esercita nei limiti e nelle forme della Costituzione.
dal primo articolo della nostra Costituzione


Torniamo alla Costituzione, più precisamente al concetto di sovranità, che ci sarà utile per trarre le conclusioni del nostro percorso e per poter andare avanti.
Cosa significa sovranità? La parola ce ne fa venire in mente un'altra cioè sovrano = re, un re che ha tutti i poteri, sovranità significa appunto potere. Occorre però fare delle puntualizzazioni, quindi riassumiamo il nostro percorso in classe. 




                                                                        
MA SIA LO STATO CHE IL POPOLO DEVONO RISPETTARE LE LEGGI e quindi agire 
"nei limiti  e nelle forme della Costituzione" questo si chiama

STATO DI DIRITTO



Facciamo un passo avanti.
Tanto per rinfrescarci la memoria trascrivo pensieri e parole emersi dalla lettura di alcuni articoli analizzati nelle lezioni precedenti, 

abbiamo letto di

violenza che chiama violenza, rabbia, giustizia, vendetta, bisogno di sicurezza, pena di morte, silenzio

fiducia nelle istituzioni o giustizia fai da te?
fiducia nelle istituzioni o accettazione passiva del sopruso?

vediamo cosa succede quando un cittadino decide di farsi giustizia da sé
(i ragazzi hanno cercato articoli di cronaca e li hanno presentati ai compagni)

OFFESA
REAZIONE
atto di bullismo
- il padre della vittima picchia e minaccia il bullo davanti a tutti
- il padre della vittima picchia il bullo
furto in casa
la vittima denuncia il furto, ma non fa il nome del ladro, decide quindi di distruggere la casa dello stesso
stalking
- pestaggio premeditato
- la vittima ha reso pubblico il nome dello stalker
prestito di denaro
minacce e aggressione per riprendere i soldi (anche davanti alle forze dell’ordine)
cattiva gestione del territorio (che aveva provocato un aumento sconsiderato di cinghiali)
gli agricoltori minacciano di:
- non pagare le tasse
- girare armati
- cacciare in giorni e stagioni di divieto
licenziamento ingiusto
la donna licenziata entra in modo illegale nel computer dell’azienda e cancella dati importanti arrecando un pesante danno in denaro (hacking)
disturbo quiete pubblica
rabbia, uso della forza
sospetto di furto
percosse
sospetto di istigazione alla prostituzione
percosse e persecuzione
persecuzione, denigrazione
esce armato, provoca rissa
furto
percosse
furti
ronde, percosse e omicidi






ci rendiamo conto che ogni atto di "giustizia fai da te" diventa un reato che risponde ad un altro reato, si risponde all'ingiustizia con un reato e non si ha fiducia in chi ha il compito di far rispettare la legge


Per dovere di cronaca devo riportare che alcuni dei ragazzi mi hanno ricordato i fatti accaduti pochi giorni fa a Roma, quando alcuni poliziotti sono stati accusati di aver malmenato dei manifestanti
si è aperta una discussione, ma ribadiamo che i fatti andranno accertati. Se accaduti sono illegali, ma certo non pregiudicano il lavoro dell'intero corpo della Polizia di Stato.


Cosa significa accettazione passiva di un sopruso?
C'è un altro modo di rispondere alla violenza: non fare nulla.


OMERTA' = atteggiamento di ostinato silenzio atto a non denunciare infrazioni o reati più o meno gravi di cui si viene direttamente, o indirettamente a conoscenza e la si commette celando l'identità di chi ha commesso un reato o comunque tacendo circostanze utili al procedimento della pubblica amministrazione atto ad acclarare fatti e/o controllare gestioni, tra cui le indagini dell'autorità giudiziaria

Ci siamo fatti aiutare da un giovane scrittore, Roberto Saviano, leggendo l'appello che fa ai suoi concittadini dopo l'ennesima strage, quella di Castel Volturno.

Saviano, lettera a Gomorra Tra killer e omertà   

da "La Repubblica", 22 settembre 2008


Riporto qui le frasi evidenziate dai ragazzi

I responsabili hanno dei nomi. Hanno dei volti. Hanno persino un'anima. O forse no.
Qualsiasi paese democratico con una situazione del genere avrebbe vacillato.
Ammazzano, Ammazzano chiunque si opponga.
E per tutti questi mesi nessuno ha informato l'opinione pubblica.
Chiedo di nuovo alla mia terra che immagine abbia di sé.
Voi come ve li sognate questi luoghi?
Eppure non sembra cambiato molto. I due boss che comandano continuano a comandare e a essere liberi.[...] Possibile che non si riesca a scovarli?
Ho visto che nella mia terra sono comparse scritte contro di me.
Com'è possibile che anche persone oneste si uniscano a questo coro?
Oggi qui in questa stanza dove sono, ospite di chi mi protegge, è il mio compleanno.
Mentre chi non subisce e denuncia e parla perde ogni cosa.Come abbiamo fatto a divenire così ciechi? Così asserviti e rassegnati, così piegati?
Gli altri se ne stanno buoni e zitti, tramortiti dalla paura? La paura. L'alibi maggiore.
BASTEREBBE AGIRE, MA NON DA SOLI.
Voi volete una vita tranquilla e semplice [...] MA A CHE PREZZO?
Se tutto ciò è triste la cosa ancora più triste è l'abitudine. Abituarsi che non ci sia null'altro da fare che rassegnarsi, arrangiarsi o andare via. Chiedo alla mia terra se riesce ancora a immaginare di POTER SCEGLIERE [...] RIUSCIRE A PENSARSI LIBERA
Bisogna trovare la forza di cambiare.

Ho chiesto ai ragazzi di fare un elenco di tutte le cose che Saviano rimprovera ai suoi concittadini, ecco le loro risposte (ricordo che abbiamo letto una versione ridotta dell'articolo presente sulla nostra antologia):
- non parlare, omertà
- non amare la propria terra
- non difenderlo e sostenerlo
- fare finta che vada tutto bene
- di essere ciechi, assenti, rassegnati, piegati
- avere paura
- li incoraggia ad agire, ma non da soli
- chiede come potrebbero sopportare di vedere i loro figli malati o le sopraffazioni
- essersi abituati alla violenza, all'illegalità
- dice di pensarsi liberi di poter scegliere, di essere diversi
- trovare la forza di cambiare

bravissimi ragazzi!

E' ora di riassumere le nostre due ore di lezione, prima di passare alla seconda fase del lavoro.
Come si reagisce alla violenza, al reato, al sopruso?
1. Denunciare affidandosi a chi ha il compito di far rispettare la legge.
2. Farsi giustizia da soli, generando altra violenza e illegalità.
3. Continuare a vivere non denunciando, illudendosi di vivere una vita tranquilla, ma in mezzo al sopruso e alla paura.



Seconda fase: scriviamo insieme

1. testo narrativo fantastico: Il mondo senza regole dove ognuno è crede alla sua legge
2. Lettera o diario immedesimandosi in una persona che si è fatta giustizia da sé e per questo è stata condannata
3. lettera di risposta a Saviano immaginando di essere uno dei suoi concittadini


14 novembre 2012

IIA: Il testo narrativo, Incipit riflessivo




Continuiamo ad esercitarci con le sequenze e con gli incipit di un testo narrativo; è la volta della sequenza riflessiva, quando il racconto si ferma e l'autore, il protagonista o uno dei personaggi è al centro della scena e ... cosa fa? vediamo di stabilirlo insieme leggendo questi quattro esempi. Alcuni sono incipit, solo uno, il testo di Calvino, no. Altri ne abbiamo letti in classe, ma ora è il momento di analizzare e scrivere.



C'è silenzio intorno a me, come ogni giorno mi alzo, mi preparo, ma qualcosa non va, tutto tace! Dove sono i rumori tipici che accompagnano la mattina? Perché non sento il bus delle 9 passare sotto casa? E il figlio del vicino che piange per non andare a scuola?
C'è silenzio intorno a me, mi affaccio alla finestra e quello che vedo mi lascia senza parole. Non c'è nessuno, le strade... deserte, auto ferme prive di conducente, negozi chiusi, carrelli della spesa abbandonati!
 C'è silenzio intorno a me, mi vesto velocemente e scendo in cortile.. Nessuno, nessun rumore, il mondo si è fermato penso! Ma come?

E' vero che ho passato il week-end in casa, con finestre chiuse e persiane abbassate, stavo attraversando uno dei miei momenti di sconforto e non volevo vedere nessuno, non ho nemmeno acceso la TV in questi giorni.
Possibile che il mondo sia finito e io non me ne sia accorto?! [...]

Breve racconto sulla fine del mondo tratto dal sito http://www.scheletri.com/racconti-fantastico.htm


Improvvisamente sentì una sensazione di vuoto e le gambe le si fecero molli molli. Lilly, il suo cagnetto, era 
sparito dalla cesta in cui si era addormentato la sera prima. Pensò che fosse andato in cucina, dove c’era 
la ciotola, ma sia l’acqua sia i bocconcini di carne erano intatti. Col cuore che batteva sempre più veloce, 
andò in giardino e guardò sotto la siepe: di Lilly nessuna traccia. Si sentì invadere irrimediabilmente dal 
terrore e, sudando, si vestì per andare al commissariato di zona e denunciare subito la scomparsa del suo 
piccolo amico.

da Giallo, Rosso e Blu Quaderno 1, Chiara Ferri e Luca Mattei


Riguardo a questa stranissima e tuttavia comunissima storia, che mi accingo a scrivere, non aspetto, né pretendo che mi si creda; sarei veramente pazzo se me lo aspettassi in un caso in cui i miei stessi sensi rifiutano la propria testimonianza; eppure non sono pazzo e sicuramente non sogno, ma domani io morirò e oggi voglio alleggerire la mia anima. Il mio scopo immediato è di mostrare a tutti chiaramente, succintamente e senza commenti, una serie di semplici avvenimenti domestici, che nelle loro conseguenze mi hanno atterrito, torturato, distrutto; non tenterò tuttavia di spiegarli; per me hanno offerto solo orrore, ad altri sembreranno meno terribili che "barocchi".
Il gatto nero, E. A. Poe

"Si chinò a legarsi le scarpe e guardò meglio: erano funghi, veri funghi, che stavano spuntando proprio nel cuore della città! A Marcovaldo parve che il mondo grigio e misero che lo circondava diventasse tutt’ a un tratto generoso di ricchezze nascoste, e che dalla vita ci si potesse ancora aspettare qualcosa, oltre la paga oraria del salario contrattuale, la contingenza, gli assegni familiari e il caropane.
Al lavoro fu distratto più del solito; pensava che mentre lui era lì a scaricare pacchi e casse, nel buio della terra i funghi silenziosi, lenti, conosciuti solo da lui, maturavano la polpa porosa, assimilavano succhi sotterranei, rompevano la crosta delle zolle. « Basterebbe una notte di pioggia, - si disse, - e già sarebbero da cogliere». E non vedeva l’ora di mettere a parte della scoperta sua moglie e i sei figlioli". 
Italo Calvino, Funghi in città da Marcovaldo


1. Analisi (fatta in classe):
- i testi possono essere in prima o in terza persona, può parlare il narratore o il protagonista della storia;

- si esprimono stati d'animo, riflessioni, ma si vuole creare anche aspettativa
(ansia, solitudine, angoscia, terrore, curiosità, stupore, preoccupazione, paura, speranza...)

- in che modo sono costruiti questi testi: domande senza risposta, ipotesi, chi scrive prova a rispondersi, osservazioni e riflessioni, esclamazioni, puntini di sospensione (ricordiamo che per dare la sensazione di uno stato d'animo nervoso possiamo scrivere frasi brevi quindi mettere frequenti punti)

2. Ora proviamo a scrivere un incipit riflessivo, a partire da una situazione particolare che ognuno di voi sceglierà tra le seguenti:

- svegliarsi la mattina e scoprire che si è cambiati in modo ... strano, trasformati in: giganti, nani, oggetto, animale, siamo invisibili, siamo più forti, siamo già grandi, siamo tornati bambini...

- ritrovarsi improvvisamente in un mondo sconosciuto e diverso dal nostro dove: gli animali parlano, oppure le persone parlano al rovescio, un mondo del passato, un  mondo del futuro, un mondo dove gli oggetti si animano...