descrizione

Perché gocce di armonia? Armonia significa sovrapposizione, incontro, combinazione di suoni diversi. Suonare insieme vuol dire anche ascoltare l'altro per potersi migliorare, per poter sentire la musica con l'altro, per poter costruire insieme. Questo è quello che cerco di fare con i miei studenti: creare armonia, insegnando quanto ascoltare e ascoltarsi sia importante per imparare e conoscere insieme, insegnante inclusa.
Speriamo di comporre, goccia dopo goccia, un mare di sinfonie …
Voglio ringraziare la mia amica Cristina per l'aiuto e l'incoraggiamento, senza di lei questo blog non avrebbe mai avuto inizio. Grazie Crì

Il materiale presente nel blog è stato pubblicato con il permesso dei genitori dei ragazzi.

6 ottobre 2011

IIIA Patria 3: generazioni a confronto

Continuiamo il nostro percorso sul sentimento di patria.

Vi ricordo che siamo partiti dai giovani eroi del Risorgimento italiano, abbiamo fatto poi un salto nel presente e discusso sull'importanza della partecipazione, di valori quali la libertà, i diritti, l'importanza del ruolo dei giovani che devono conoscere e difendere la Costituzione  (discorso di Calamandrei).

é ormai tempo di riflessioni, riflessioni sul tempo in cui viviamo 


apro con una provocazione


ricordate questo famoso spot?
(cliccateci sopra che non si può incorporare)
molte furono le polemiche dopo che tutte le reti lo mandarono in onda

oggi, esiste il sentimento di Patria?
come si manifesta?
tu hai il sentimento della Patria? ti senti di far parte di uno Stato, di una Nazione?
come nasce il sentimento di Patria?

per riflettere ci aiuteremo un po' a modo nostro








Ecco qui i testi


Io non mi sento italiano Giorgio Gaber

io GG sono nato e vivo a milano
io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo
lo sono
mi scusi presidente
non e' per colpa mia
ma questa nostra patria
non so che cosa sia
puo' darsi che mi sbagli
che sia una bella idea
ma temo che diventi
una brutta poesia
mi scusi presidente
non sento un gran bisogno
dell'inno nazionale
di cui un po' mi vergogno
in quanto ai calciatori
non voglio giudicare
i nostri non lo sanno
o hanno piu' pudore
io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo
lo sono
mi scusi presidente
se arrivo all'impudenza
di dire che non sento
alcuna appartenenza
e tranne garibaldi
e altri eroi gloriosi
non vedo alcun motivo
per essere orgogliosi
mi scusi presidente
ma ho in mente il fanatismo
delle camicie nere
al tempo del fascismo
da cui un bel giorno nacque
questa democrazia
che a farle i complimenti
ci vuole fantasia
io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo
lo sono
questo bel paese
pieno di poesia
ha tante pretese
ma nel nostro mondo occidentale
e' la periferia
mi scusi presidente
ma questo nostro stato
che voi rappresentate
mi sembra un po' sfasciato
e' anche troppo chiaro
agli occhi della gente
che tutto e' calcolato
e non funziona niente
sara' che gli italiani
per lunga tradizione
son troppo appassionati
di ogni discussione
persino in parlamento
c'e' un'aria incadescente
si scannano su tutto
e poi non cambia niente
io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo
lo sono
mi scusi presidente
dovete convenire
che i limiti che abbiamo
ce li dobbiamo dire
a parte il disfattismo
noi siamo quel che siamo
e abbiamo anche un passato
che non dimentichiamo

In Italia - Fabri Fibra - 2008

Ci sono cose che nessuno ti dirà…
Ci sono cose che nessuno ti darà…
Sei nato e morto qua
Sei nato e morto qua
Nato nel paese delle mezza verità
Dove fuggi
In Italia
Pistole in macchine in Italia
Machiavelli e Foscolo
In Italia
I campioni del mondo
Sono in Italia
Benvenuto
In Italia
Fatti una vacanza al mare
In Italia
Meglio non farsi operare
In Italia
Non andare all'ospedale
In Italia
La bella vita
In Italia
Le grandi serate e i gala
In Italia
Fai affari con la mala
In Italia
Il vicino che ti spara
In Italia…

Ci sono cose che nessuno ti dirà…
Ci sono cose che nessuno ti darà…
Sei nato e morto qua
Sei nato e morto qua
Nato nel paese delle mezze verità
Ci sono cose che nessuno ti dirà…
Ci sono cose che nessuno ti darà…
Sei nato e morto qua
Sei nato e morto qua
Nato nel paese delle mezze verità

Dove fuggi?
In Italia
I veri mafiosi sono
In Italia
I più pericolosi sono
In Italia
Le ragazze nella strada
In Italia
Mangi pasta fatta in casa
In Italia
Poi ti entrano i ladri in casa
In Italia
Non trovi un lavoro fisso
In Italia
Ma baci il crocifisso
In Italia
I monumenti
In Italia
Le chiese con i dipinti
In Italia
Gente con dei sentimenti
In Italia
La campagna e i rapimenti
In Italia…

Ci sono cose che nessuno ti dirà…
Ci sono cose che nessuno ti darà…
Sei nato e morto qua
Sei nato e morto qua
Nato nel paese delle mezze verità
Ci sono cose che nessuno ti dirà…
Ci sono cose che nessuno ti darà…
Sei nato e morto qua
Sei nato e morto qua
Nato nel paese delle mezze verità





mi scusi presidente
ma forse noi italiani
per gli altri siamo solo
spaghetti e mandolini
allora qui m'incazzo
son fiero e me ne vanto
gli spacco sulla faccia
cos'e' il rinascimento 
io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo
lo sono
questo bel paese
forse poco saggio
ha le idee confuse ma
se fossi nato in altri luoghi
poteva andarmi peggio
mi scusi presidente
ormai ne ho dette tante
c'e' un'altra osservazione
che credo sia importante
rispetto agli stranieri
noi ci crediamo meno
ma forse abbiam capito
che il mondo e' un teatrino
mi scusi presidente
lo so che non gioite
se il grido italia italia
c'e' solo alle partite
ma un po' per non morire
o forse un po' per celia
abbiam fatto l'europa
facciamo anche l'italia
io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo
lo sono
io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo
per fortuna o purtroppo
per fortuna
per fortuna lo sono

Povera Patria  Battiato


Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere 
di gente infame, che non sa cos'è il pudore, 
si credono potenti e gli va bene quello che fanno; 
e tutto gli appartiene. 
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni! 
Questo paese è devastato dal dolore... 
ma non vi danno un po' di dispiacere 
quei corpi in terra senza più calore? 
Non cambierà, non cambierà 
no cambierà, forse cambierà. 
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali? 
Nel fango affonda lo stivale dei maiali. 
Me ne vergogno un poco, e mi fa male 
vedere un uomo come un animale. 
Non cambierà, non cambierà 
si che cambierà, vedrai che cambierà. 
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali 
che possa contemplare il cielo e i fiori, 
che non si parli più di dittature 
se avremo ancora un po' da vivere... 
La primavera intanto tarda ad arrivare.








Dove fuggi?
In Italia
Le ragazze corteggiate
In Italia
Le donne fotografate
In Italia
Le modelle ricattate
In Italia
Impara l'arte
In Italia
Gente che legge le carte
In Italia
Assassini mai scoperti
In Italia
Volti persi e voti certi
In Italia

Ci sono cose che nessuno ti dirà…
Ci sono cose che nessuno ti darà…
Sei nato e morto qua
Sei nato e morto qua
Nato nel paese delle mezze verità
Ci sono cose che nessuno ti dirà…
Ci sono cose che nessuno ti darà…
Sei nato e morto qua
Sei nato e morto qua
Nato nel paese delle mezze verità

Nainainainaina….

Dove fuggi…

Nainainainaina….

Dove fuggi…



Testo Viva L'Italia Francesco De Gregori
Viva l'Italia, l'Italia liberata, 
l'Italia del valzer, l'Italia del caffè. 
L'Italia derubata e colpita al cuore, 
viva l'Italia, l'Italia che non muore. 
Viva l'Italia, presa a tradimento, 
l'Italia assassinata dai giornali e dal cemento, 
l'Italia con gli occhi asciutti nella notte scura, 
viva l'Italia, l'Italia che non ha paura. 
Viva l'Italia, l'Italia che è in mezzo al mare, 
l'Italia dimenticata e l'Italia da dimenticare, 
l'Italia metà giardino e metà galera, 
viva l'Italia, l'Italia tutta intera. 
Viva l'Italia, l'Italia che lavora, 
l'Italia che si dispera, l'Italia che si innamora, 
l'Italia metà dovere e metà fortuna, 
viva l'Italia, l'Italia sulla luna. 
Viva l'Italia, l'Italia del 12 dicembre, 
l'Italia con le bandiere, l'Italia nuda come sempre, 
l'Italia con gli occhi aperti nella notte triste, 
viva l'Italia, l'Italia che resiste.


Apro parentesi.     
In classe abbiamo discusso, ascoltato, letto...vi riporto le prime riflessioni dei ragazzi


Non c'è sentimento di Patria


la TV ci chiama continuamente "popolo italiano" e alla fine ce ne convinciamo

no, niente sentimento di Patria, alla gente non convince il governo

il sentimento si sente forte quando  la nostra Nazionale (tutti gli sport, ma soprattutto quelli in cui si vince) vince

chi è che sa a memoria l'intero Inno di Mameli?

Quando senti l'Inno ti alzi in piedi?...(si accende discussione...) solo quando vado allo stadio

amore per la Patria quando i nostri soldati muoiono....(ma quando partono)?

ma quale amore per la Patria! la Patria è divisa, guarda Nord e Sud!

la lotta  alla mafia, sì, quello è un modo per sentirsi parte della Patria e difenderla

abbiamo una storia, ci riconosciamo in questa
se fossimo alle strette difenderemmo la Patria

il sentimento patrio nasce dal sentirsi uniti, dalla volontà di reagire, dalla storia, dall'arte

MA come ci vedono gli altri?
"spaghetti e mandolino"...perché mandolino prof?

per gli altri noi italiani siamo: ignoranti (un'alunna ha detto "ne dicono tante sulla scuola"), maleducati, pigri............................................................

E NOI CI ARRABBIAMO!

A dire il vero sono sconcertata dalle osservazioni dei ragazzi...
torniamo di nuovo indietro, ripensiamo a quei Mameli, Pisacane, Menotti...cosa avrebbero pensato di noi? e di voi giovani? sarebbero stati fieri dell'Italia che noi viviamo e in cui viviamo?avrebbero mai immaginato di aver lottato per quest'Italia com'è oggi?

ricordiamo come e poi la parola a voi



Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!   
Me ne andavo un mattino a spigolare
quando ho visto una barca in mezzo al mare:
era una barca che andava a vapore,
e alzava una bandiera tricolore.
All'isola di Ponza si è fermata,
è stata un poco e poi si è ritornata;
s'è ritornata ed è venuta a terra;
sceser con l'armi, e a noi non fecer guerra.
Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!
Sceser con l'armi, e a noi non fecer guerra,
ma s'inchinaron per baciar la terra.
Ad uno ad uno li guardai nel viso:
tutti avevano una lacrima e un sorriso.
Li disser ladri usciti dalle tane:
ma non portaron via nemmeno un pane;
e li sentii mandare un solo grido:
Siam venuti a morir pel nostro lido.
Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!
Con gli occhi azzurri e coi capelli d'oro
un giovin camminava innanzi a loro.
Mi feci ardita, e, presol per la mano, gli chiesi: - dove vai, bel capitano? -
Guardommi e mi rispose: - O mia sorella, vado a morir per la mia patria bella. -
Io mi sentii tremare tutto il core,
né potei dirgli: - V'aiuti 'l Signore! -
Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!
Quel giorno mi scordai di spigolare,
e dietro a loro mi misi ad andare:
due volte si scontraron con li gendarmi,
e l'una e l'altra li spogliar dell'armi.
Ma quando fur della Certosa ai muri,
s'udiron a suonar trombe e tamburi,
e tra 'l fumo e gli spari e le scintille
piombaron loro addosso più di mille.
Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!
Eran trecento non voller fuggire,
parean tremila e vollero morire;
ma vollero morir col ferro in mano,
e avanti a lor correa sangue il piano;
fin che pugnar vid'io per lor pregai,
ma un tratto venni men, né più guardai;
io non vedeva più fra mezzo a loro
quegli occhi azzurri e quei capelli d'oro.
Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!''


un altro modo per riflettere...




4 novembre 1921 








Prima guerra mondiale, la prima guerra che gli italiani combattono insieme, da italiani, guerra che molti chiamano "quarta guerra d'indipendenza". La guerra conterà oltre 650.000 vittime e oltre un milione di feriti, ma molti saranno i dispersi in quella che passerà alla storia come una guerra di logoramento, di trincea. Tra i dispersi, si deciderà di scegliere simbolicamente un ragazzo, ignoto, e fare di questo la figura rappresentativa di tutti i soldati morti in guerra.

LETTERE DAL PASSATO



Cara Myriam,
sarà molto strano per te ricevere questa mia lettera, ma te l' ho scritta per buone ragioni. Tu sei giovane, hai ancora tutta la vita davanti, puoi decidere quello che vuoi, fare quello che vuoi, così come me. Ma tra me e te c'è una differenza grande, anche se è solo una. Io combatto per la mia patria, la amo, voglio che sia libera, indipendente, voglio sentirmi parte nella liberazione e festeggiare insieme a lei la sua liberazione. Voglio sentirmi italiana, perchè sono nata qui e morirò qui. E tutto il tempo che passerò qui voglio dedicarlo a renderla migliore, a farla crescere. E tu? Che cosa vuoi per la tua patria? Vuoi rimanere così, senza far niente, a pensare ad altro e dire "tanto che cosa me ne importa a me, io vivo la mia vita per conto mio e di Lei che cosa me ne importa... tanto ci sono gli altri che ci pensano"?. No! Non pensare mai a queste cose perche tu ci vivi dentro la tua patria e lei ha bisogno del tuo aiuto. Ha bisogno dell' aiuto di tutto il suo popolo perchè solo così potrà migliorarare. Non pensare alle altre cose, pensa prima di tutto ad aiutare la tua patria, perchè se non ci fosse tu non potresti pensare ad altro. Aiutala a diventare libera, aiutala a crescere, aiutala a reagire, aiutala a trasformarsi e sarai una persona migliore. Aiutala e vedrai che tutto cambierà. Pensa a quanto sarebbe bello vedere con occhi nuovi la tua patria, dove non ci sarà più odio, competizione, ma solo libertà e rispetto reciproco. Per ora queste sono idee, ma se tu ci aiuti, il popolo ci aiuta, la patria cambierà insieme a voi. Pensa a quello che ti ho scritto, riflettici. Aspetto con ansia una tua risposta.
Con affetto
Francesca Ciaffoni Proietti


Cari ragazzi del futuro,
so per certo che la mia amata nazione è totalmente diversa da come era una volta. Voi non avete rispetto della vostra patria, non vi interessa di come è stata trasformata e pensate solo a voi stessi. Ma non fate finta di niente, dovete sentire la patria e provare un sentimento di fedeltà verso di essa. L' Italia è "un pezzo di voi", siete nati e cresciuti in Italia e ne dovete essere fieri. L' Italia è ricca di meraviglie che il resto del mondo non ha . Il mio non è un rimprovero, ma il tentativo di farvi capire  che non bisogna vergognarsi del proprio paese e che poi crescendo sarete voi a fare la storia della vostra Italia. 
 Claudia Taloni 


Caro Marco,

io ho vissuto la guerra, ho difeso la mia patria, il mio paese. Devi prenderti l'impegno di difendere la tua casa e la tua famiglia. Ci sono stati tanti militari morti per difendere quello in cui credevano.
Cerca di immaginare il paese durante quel periodo della storia e vedere e sentire tutti quegli spari, vedere persone morire, sentire urla e grida, che al solo ricordo mi vien da piangere.
Vedere con i tuoi occhi quello che succede in questo piccolo paese, pieno di risorse e cultura.

Accontentati di quello che hai e ringrazia il Signore! Devi prendere i suoi pregi e metterli insieme e affrontare tutto ciò che succede, perché le cose piu belle che hai ti fanno una persona forte. Ricorda però sempre di agire con l'onestà e il coraggio; la persona coraggiosa non è quella eroica, ma è quella che affronta la paura. Ricorda anche che lotti per la tua patria e non prenderla alla leggera devi affrontare la realtà. Ecco ricorda solo questo! 
Iris Petrazzi




Caro ragazzo,

mi chiamo Valerio e sono sopravvissuto alla Terza Guerra di Indipendenza.

Ho notato che voi ragazzi di oggi date tutto troppo per scontato, come per esempio la libertà che, come dice Calamandrei ne senti ilbisogno quando manca; o anche l' Unità per cui molti giovani della tua età un tempo diedero la vita.Ma ora mi vien da pensare sono servite a qualcosa tutte queste vittime innocenti se nessuno  gli dà abbastanza peso. C'è addirittura chi nonsi sente italiano, a queste persone farei una domanda: "Io e molti altri abbiamo lottato perchè credevamo profondamente nell'Unità d'Italia che a noi è mancata. Allora ti chiedo di ragionare su questotu e tutti i tuoi coetanei.
W l'Italia.
Valerio Rossi

27 settembre 2011

IIIA Patria 2: Memorie dal Risorgimento

Per rivivere e comprendere la storia di giovani come voi che hanno combattuto per il loro paese, che ancora non avevano, che sono morti per degli ideali, vorrei aiutarvi a riviverne il contesto.

1814-15 Congresso di Vienna: sovrani e imperatori decisero di tornare sui loro troni e di cancellare con un colpo di spugna la Rivoluzione Francese e Napoleone Bonaparte

L'Europa dopo il Congresso di Vienna

Congresso di Vienna











Ma i capi di Stato non erano riusciti a cancellare gli ideali, quelli non si possono cancellare e i romantici sognatori continuarono a riunirsi di nascosto, a parlare di politica, a stampare manifesti con idee che erano ritenute sovversive e rivoluzionarie, senza la paura di carceri austriache, vaticane o borboniche, di torture o esecuzioni sommarie. 

L'aria si era fatta irrespirabile, la censura, i soldati..., le cospirazioni, ma anche la voglia di combattere e di crederci

e per l' "aria" le idee si diffondevano in modo diverso

tra i vicoli, per le strade, sui campi di battaglia, nelle case e nei cuori si fischiettavano....

Sì, perché la musica ha un forte potere, pensiamo alla tromba della carica su un campo di battaglia! e pur non volendolo in modo esplicito molti musicisti divennero importanti punti di riferimento per i giovani rivoluzionari.
Ricordiamo per esempio che sui muri di Milano si scriveva VIVA V.E.R.D.I. acronimo per dire viva Vittorio Emanuele Re D'Italia


e sempre in modo "nascosto" per parlare di invasori e popoli oppressi si preferiva cantare il sentimento di libertà affidandolo alle voci di altri popoli vissuti in altre epoche
(ricordiamoci la censura austriaca)

così coloro che andavano a teatro (ci si andava per ascoltare musica, ma all'epoca anche per avere un luogo isolato, al buio ottimo per poter "fare le cose di nascosto") ne uscivano carichi di sentimenti patriottici

ascoltiamo qualche esempio




Questo è il coro "Guerra! Guerra! Le italiche selve" dalla Norma di Vincenzo Bellini


Norma è una sacerdotessa dei druidi, popolo soggetto ai romani (non vi sto a raccontare la storia d'amore...ora) ma in questo coro lei incita alla battaglia il suo popolo contro i romani invasori 


guardate il testo



Guerra, guerra! Le galliche selve 
Quante han querce producon guerrier.
Qual sul gregge fameliche belve
Sui Romani van essi a cader.
Sangue, sangue! Le galliche scuri
Fino al tronco bagnate ne son
Sovra i Flutti del Ligeri impuri,
Ei gorgoglia con funebre suon.
Strage, strage, sterminio, vendetta!
Già comincia, si compie, si affretta.
Come biade da falci mietute
Son di Roma le schiere cadute.
Tronchi i vanni, recisi gli artigli,
Abbattuta ecco l'aquila al suol.
A mirar il trionfo dei figli
Ecco il Dio sovra un raggio di sol.

Non c'è dubbio: chi usciva dal teatro usciva carico di odio, fiducia, voglia di libertà, sentite la potenza del coro, delle voci insieme, le trombe, il ritmo concitato....una specie di droga, unita poi alle parole. Faccio notare il riferimento all'aquila, simbolo del potere di Roma e poi dell'impero e poi.....poi vediamo.

Andiamo avanti




Non poteva mancare questo coro...famosissimo, il "Va' pensiero" dall'opera di Giuseppe Verdi Nabucco

Anche qui la storia di un popolo oppresso e di uno oppressore, gli Ebrei, che sognano la libertà volando sui ricordi della loro patria, e i Babilonesi che li assoggettarono. Nabucco, anzi Nabucodonosor è il nome del re babilonese.

Va, pensiero, sull'ali dorate;
Va, ti posa sui clivi, sui colli,
Ove olezzano tepide e molli
L'aure dolci del suolo natal!
Del Giordano le rive saluta,
Di Sïonne le torri atterrate...
Oh mia patria sì bella e perduta!
Oh membranza sì cara e fatal!
Arpa d'or dei fatidici vati,
Perché muta dal salice pendi?
Le memorie nel petto riaccendi,
Ci favella del tempo che fu!
O simile di Solima ai fati
Traggi un suono di crudo lamento,
O t'ispiri il Signore un concento
Che ne infonda al patire virtù!
Tristi parole, desiderio di libertà, desiderio di riuscire a sopportare il dolore e farne una virtù.
Amo particolarmente questo video, la regia è stupenda, i cantanti-attori magistrali devo dire molto commovente e la prima volta che l'ho visto mi sono chiesta: Può essere che il Va' pensiero duri così tanto? e certo! c'è il bis!

Immaginate che la prima volta che Verdi mise in scena quest'opera (1842 al Teatro La Fenice di Venezia) il pubblico si alzò in piedi cantando e sventolando bandierine tricolori, davanti ai rappresentanti increduli dell'imperatore austriaco.

Ma ci pensate!!! alla prima dell'opera tutti già conoscevano il coro!!! una specie di tormentone, di disco per l'estate, di festival di Sanremo

Insomma musica dalla forte carica emotiva, musica che parla al cuore, che spinge ad agire.
  
Una curiosità: c'era a quel tempo una canzone molto orecchiabile, che tutti gli eserciti in battaglia cantavano al momento della carica e per tutti .... intendo proprio tutti; si tratta di una canzone milanese dal titolo La bella Gigogin.

Il testo non ha nulla di risorgimentale ma il ritornello con le parole dàghela avanti un passo incitava i soldati. Si racconta che alla battaglia di Magenta entrambi gli schieramenti, austriaco e francese, si fronteggiarono al suono di questa canzone....forse ignari che la polenta a cui il testo fa riferimento era, per i rivoluzionari italiani, il fondo giallo della bandiera austriaca ;-)

Insomma, di canzoni del Risorgimento ce ne sono molte, moltissime, penso che ne abbiate compreso lo spirito, ma manca forse quella più importante che si sussurrava al fronte per farsi coraggio, opera di un giovane patriota morto giovanissimo in battaglia: Goffredo Mameli. 



Sì, è il nostro inno nazionale intitolato Il Canto degli Italiani per tutti noi Inno di Mameli, ma ne è passato di tempo perché lo divenisse, infatti venne riconosciuto  come inno ufficiale della nostra Nazione solo nel 1946, dopo la seconda guerra mondiale al momento di scrivere la Costituzione.


Il Canto però era conosciuto e apprezzato da tempo, tanto che già nel 1862 Verdi lo aveva inserito nel suo Inno delle Nazioni accanto alla Marsigliese e A God save the Queen.

Vi faccio notare che anche in questo testo si parla di un' "aquila"  questa volta però il riferimento è all'impero austriaco
Già l'Aquila d'Austria
le penne ha perdute



Insomma: il nostro percorso a ritroso nel tempo proseguirà, vi ricordo che abbiamo iniziato a riflettere sulle parole di Calamandrei (giusto per non perdersi) concentrandoci sugli ideali di giovani combattenti, sul sentimento di patria...

scopriremo a breve insieme le prossime tappe del nostro viaggio... 

Volevo ringraziare ufficialmente la professoressa Elena Bittasi per la consulenza musicale.

IIIA Patria 1 : Il sentimento della patria

La mia terza sta ripassando il Risorgimento, l'argomento è stato affrontato dai ragazzi l'anno scorso sulla scia dei festeggiamenti per l'Unità d'Italia, ma questa nuova prof (un po' pignola e forse rompiscatole, cioè io) vuole fare il punto della situazione e così, armati di coraggio e pazienza, partiamo sulla scia dei "possibili" ricordi ma anche delle possibili novità. Novità? 
Vogliamo cominciare dalla fine? Sì, in realtà questa lezione già l'ho fatta, ma cercheremo di arricchirla soprattutto porteremo il discorso dove voi lo avete trascinato, prendendo spunto dalle curiosità che ogni giorno avete.

"Ma prof. è mai possibile che questi ragazzi partivano per andare a combattere senza pensarci due volte? Io non lo farei mai"


Abbiamo perso il valore della partecipazione? Abbiamo dimenticato o non sappiamo cosa significa lottare per le proprie idee? Non riusciamo a comprendere perché tante persone si sono immolate per dei valori?


"Cosa sarà mai che spinge l'uomo a picchiare il suo re"?



 


Cosa sarà che fa crescere gli alberi e la felicità, 
che fa morire a vent'anni anche se campi fino a cento.
Cosa sarà a far muovere il vento a far fermare il poeta ubriaco
a dare la morte per un pezzo di pane o per un bacio non dato
Oh, cosa sarà, che ti svegli al mattino e sei serio
che ti fa morire di dentro di notte 
all'ombra di un desiderio, cosa sarà.
Che ti spinge ad amare una donna bassina e perduta
la bottiglia che ti ubriaca anche se non l'hai bevuta.
Cosa sarà che ti spinge a picchiare il tuo re 
che ti porta a cercare il giusto dove giustizia non c'è.
Cosa sarà che ti fa comprare di tutto 
anche se è di niente che hai bisogno
cosa sarà che ti strappa dal sogno
Oh cosa sarà. Che ti fa uscire di tasca dei no, non ci sto
che ti getta nel mare e ti viene a salvare, oh, cosa sarà.
Che dobbiamo cercare, che dobbiamo cercare.
Cosa sarà che ti fa lasciare la bicicletta sul muro
e camminare la sera con un amico a parlare del futuro.
Cosa sarà questo strano coraggio, paura che ci prende
e ci porta ad ascoltare la notte?che scende. Oh cosa sarà?
Quell'uomo e il suo cuore benedetto
che è sceso dalle scarpe e dal letto, si è sentito solo.
E' come l'uccello che è in volo, 
come l'uccello che è in volo si ferma e guarda giù.



Ce lo vogliamo almeno chiedere?


Ho risposto al ragazzo con parole simili a quelle che seguono (o giù di lì...con qualche cosa in più, con qualche esperienza in meno) e dalla fine noi ripartiremo.

« Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione. »

Piero Calamandrei, Discorso ai giovani tenuto alla Società Umanitaria, Milano, 26 gennaio 1955






Parole forti quelle di Calamandrei, importanti, che ci faranno riflettere non poco durante il nostro percorso, ma vogliamo riempire insieme gli anni che vanno dal Risorgimento, fino al 1947 anno di nascita della nostra Costituzione, recuperando quello spirito quel senso di Patria quella passione della quale si parla nel discorso?



PATRIA=LA TERRA DEI PADRI



"Proprio verso la metà del secolo, nel 1948, l'Italia, riconquistate le sue libertà e la sua dignità, seppe stipulare un patto nuovo fra tutti i suoi figli, la Costituzione repubblicana. In quel patto è confluita tutta la nostra storia, con le sue lotte per la democrazia, per la giustizia, per l'unità della Patria. A testimonianza ed eredità del passato, a guida dello slancio verso il futuro"

(Carlo Azeglio Ciampi, Messaggio di fine anno agli italiani, Palazzo del Quirinale 31 dicembre 1999)

Viaggiamo sulla scia del sentimento patrio...della nostra storia

Stiamo parlando di giovani che si immolarono per il bene di quella patria che ancora non avevano e allora vi propongo un giuramento, lo stesso che dovevano pronunciare coloro che decidevano di entrare nella GIOVINE ITALIA, associazione fondata da Giuseppe Mazzini, e che non potevano avere più di 40 anni.





è difficile per noi, per voi immaginare l'ardore e il sentimento di questi coraggiosi ragazzi...noi viviamo giorno dopo giorno le loro conquiste, ma forse non ne siamo pienamente consapevoli. 


Che ne dite di riflettere insieme? Cerchiamo di trovare questa linea rossa che unisce le due epoche: stiamo parlando del Risorgimento e del secondo dopoguerra, partiamo proprio dai due documenti proposti.









IA San Vito Romano oggi IIA: Complimenti!!!

Che bello tornare a scrivere sul blog con queste notizie;-)

La classe IA (oggi IIA) di San Vito Romano si è classificata terza al concorso del WWF "Esperienze di Biodiversità" con un elaborato del progetto Ambienti@moci 
faccio gli auguri a tutti i ragazzi e ancora complimenti per l'impegno che ci avete messo e il lavoro svolto. 
Ecco il vostro diploma di merito ;-) e..............................


la vostra prof
ciaoooooooooooooo