descrizione

Perché gocce di armonia? Armonia significa sovrapposizione, incontro, combinazione di suoni diversi. Suonare insieme vuol dire anche ascoltare l'altro per potersi migliorare, per poter sentire la musica con l'altro, per poter costruire insieme. Questo è quello che cerco di fare con i miei studenti: creare armonia, insegnando quanto ascoltare e ascoltarsi sia importante per imparare e conoscere insieme, insegnante inclusa.
Speriamo di comporre, goccia dopo goccia, un mare di sinfonie …
Voglio ringraziare la mia amica Cristina per l'aiuto e l'incoraggiamento, senza di lei questo blog non avrebbe mai avuto inizio. Grazie Crì

Il materiale presente nel blog è stato pubblicato con il permesso dei genitori dei ragazzi.
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3 novembre 2012

IA: Io sono un bambino, io sono un cittadino - Impegno e Responsabilità



CITTADINI SI NASCE O SI DIVENTA? 


Partiamo con le lezioni di cittadinanza anche in prima, in realtà il lavoro è già a buon punto, ora vi riassumo un po' come intendiamo procedere e cosa abbiamo fatto, anche perché in questo modo i ragazzi potranno "rinfrescarsi le idee".

Il percorso cittadinanza, interamente dedicato alla legalità si intitola: 

Diciamo che le nostre primissime lezioni sono state di discussione e confronto, ma soprattutto avevamo bisogno di una "lingua" per poter affrontare importanti argomenti, ci siamo quindi dedicati al lessico del cittadino. 

Il primo passo è stato quello di definire la parola cittadino, riflettendo insieme, giocando un po' con la lingua italiana e leggendo il nostro libro di testo, siamo arrivati a definire questo concetto importante, come il significato di diritto e dovere,  imprescindibili dalla definizione di cittadino.

Queste le nostre riflessioni



CITTADINO: PERSONA ALLA QUALE LA LEGGE RICONOSCE DIRITTI E DOVERI


Il significato di cultura civica
Ma cittadini si nasce o si diventa? Diciamo che la discussione si è un po' scaldata ...se è loro diritto votare perché non possono farlo? 

Nasco cittadino ma per “usare” alcuni dei miei diritti devo essere in grado di comprendere e conoscere la società e lo Stato, per questo ho bisogno di andare a scuola, che come un’incubatrice, mi aiuterà a crescere ed essere in grado di essere cittadino a tutti gli effetti, cioè mi insegnerà ad avere una cultura civica e quindi sarà importante:



conoscere la Costituzione                                                rispettare la gerarchia in famiglia e a scuola



                     













conoscere come funzionano le istituzioni a noi più vicine 
(Comune, Provincia, Regione)


rispettare gli altri, acquisire una cultura di tolleranza 
e accettazione delle differenze


imparare che il dialogo è migliore 
dell’uso della forza e della violenza

                                                                                                                                                                                                                                     rispettare l’ambiente



rispettare le norme di sicurezza    
                                                                                                            
                                                                                                                                                   











non mettere a repentaglio la nostra salute, 
stop a droga, alcool, fumo, doping e abitudini alimentari scorrette


rispettare la proprietà di altri                                                                      sentirsi parte del mondo 
       e le strutture pubbliche                                                              e interessarsi ai suoi problemi
















Abbiamo ultimato questa parte introduttiva introducendo altre due importanti parole, che i ragazzi hanno poi ben illustrato, motivato e ... "raccontato" ma per questo dovrete aspettare i loro testi: impegno e responsabilità.

Lo scopo del nostro percorso era quello di definire chi fosse il cittadino, ma il cittadino deve vivere in una società e convivere con altri cittadini, soprattutto deve fare in modo che la società viva bene e che tutti abbiano riconosciuti i loro diritti e questo lo deve ogni giorno. Ovviamente i "nostri piccoli cittadini" hanno osservato la loro vita di tutti i giorni e scoperto cosa significa impegnarsi ed essere responsabile, cosa implica quindi non esserlo, quali conseguenze. I loro racconti di esempi di poca responsabilità parlano chiaro.

IMPEGNO
RESPONSABILITa'À
-andare a scuola
- studiare
- essere educata

Andare a scuola
Alzarmi presto
Fare i compiti
Andare al catechismo
Studiare, per avere buoni risultati
Rispettare la natura, i genitori, i professori
 in una partita

                                                                                                  
- rispettare la natura
- rispettare i compagni
- rispettare i genitori
- rispettare professori e maestre
- rispettare le cose degli altri


Controllare fratelli e sorelle più piccoli
Essere responsabili dei nostri oggetti
E degli oggetti prestati


Se qualche compagno mi chiede i compiti per casa è mia responsabilità darli tutti e bene
se la mamma ti dà dei soldi per la spesa  è mia responsabilità non perderli          
fare il letto e aiutare la mamma sono responsabile se non svolgo bene l'azione di rifarli 
se vado in posti pericolosi e non adatti a me sono responsabile se mi faccio male
stare attento alle persone più piccole di me sono responsabile se si fanno male o gli accade qualcosa 
lavarsi 

stare in casa da soli
andare in bicicletta per strada
usare i fornelli a gas









Non ho dimostrato...
Esempi di poco impegno e poca responsabilità

Una domenica stavo a casa ad Arcinazzo Romano con mia madre. Prima di pranzo mia madre mi chiese di mettere a posto la cameretta perché sarebbero arrivati ospiti per pranzo,io le risposi di sì, ma che l'avrei fatto dopo un po'. Passata mezz'ora non l'avevo ancora fatto e mia madre me lo richiese ancora una volta, io gli risposi di non preoccuparsi perché l'avrei fatto subito.Poi mi misi ha giocare al ds e senza accorgermene passò mezz'ora e arrivarono gli ospiti. Mia madre gli fece vedere casa e quando entrarono in camera mia era tutta in disordine così mia madre mi strillò dicendomi che per un impegno che mi aveva dato io non l'avevo portato a termine.

Andrea


Un giorno mi sono alzato ho fatto colazione e dopo la colazione mi sono lavato e vestito. Dopo una un quarto d ora sono andato a fare i compiti.
Poi finiti i compiti sono uscito, ma mentre uscivo mio padre mi ha detto di andar a fare la spesa. Io allora ho preso i soldi e un pezzo di carta e ho scritto cosa dovevo comprare. Ed avevo una responsabilità che era di non perdere i soldi. Allora io me li sono messi in tasca, i soldi insieme al biglietto della spesa,mentre andavo all’ alimentari correvo e mi sono cascati tre euro, ma io non me ne sono accorto , allora ho continuato a correre. Quando sono entrato all’ alimentari ho preso tutto quello che dovevo prendere. Poi sono andato alla cassa e al momento di pagare ho preso i soldi ma visto che mi mancavano tre euro, siccome l alimentari sta vicino casa mia sono riandato a casa e ho preso gli altri  soldi dopo sono riandato subito all’ alimentari e ho pagato, ho portato la spesa a casa e sono uscito e dopo quando sono rientrato a casa mio padre mi ha rimproverato perché non avevo mostrato responsabilità. E ho imparato la regola che bisogna stare attenti a tutto ciò che ci affidano e che non e’  nostro.
Gianmarco

Un giorno con la mia famiglia siamo andati in piscina. Mio fratello ed io siamo entrati in acqua e mia madre mi ha dato il compito di controllare mio fratello. Io mi sono distratto ed un bambino aveva tolto i braccioli a mio fratello che stava affogando, ma per fortuna mia madre l’ha visto e lo ha salvato. Mia madre a quel punto mi ha messo in punizione perché sono stato irresponsabile.
Michael

Un giorno in classe durante i cinque minuti di pausa che in generale la nostra professoressa di lettere ci dà dopo una o due ore di lezione consecutive, diciamo che era un giorno come tutti gli altri  fino a che un episodio molto imbarazzante ci ha rovinato la giornata: alcuni maschi della nostra classe si sono affacciati alla finestra ed hanno offeso un signore chiamandolo BACCALA'. Lui a quanto pare ci è rimasto molto male ed è venuto a protestare e a dire che noi(cioè la nostra classe)sarebbe stata il futuro, un futuro molto brutto e che noi eravamo maleducati,  sgradevoli  e che se ci fosse stato il figlio ci sarebbero stati colpi di pistola. Per me è stato ESAGERATO, ma devo riconoscere che le persone che lo hanno preso in giro hanno totalmente sbagliato ed è stata un offesa grave ma... La nostra classe adesso non ha dimostrato  né impegno né responsabilità lo abbiamo riconosciuto tutti (almeno credo, è questo che mi ricordo) 
Chiara   

 IL MIO IMPEGNO QUOTIDIANO

Un giorno, avevo appena finito i compiti per la fretta di uscire, ma è cominciato a piovere, allora non sapendo cosa fare, mi sono ricordato che dovevo recuperare dei brutti voti in artistica, ho preso il disegno che dovevo presentare alla professoressa il giorno successivo, ho visto che per la fretta era uscito male, non piaceva neanche a me, allora ho deciso di rifarlo e mi sono impegnato al massimo: facendo attenzione ai piccoli dettagli. Il giorno dopo a scuola la professoressa mi ha messo 7.
Da quel giorno in ogni cosa che faccio mi impegno moltissimo perché poi un buon risultato lo guadagno.


ESSERE FRATELLI RESPONSABILI

Da Gennaio  mia madre è stata trasferita per lavoro in un altro paese e arrivava a casa dopo di me e mia sorella, quindi, io ho dovuto  badare alla mia sorellina più piccola. Quando tornavamo da scuola con il pulmino io preparavo il pranzo per tutti e poi  l' aiutavo nel fare  i compiti finché non arrivava mia madre. Nelle giornate di sole, dopo aver mangiato, andavamo a fare un passeggiata in bicicletta. Invece, se era brutto tempo io andavo a prendere la legna e accendevo il fuoco così da poterci scaldare.

Gianmarco Valentini

testi ancora da inserire











     


30 ottobre 2012

IIA Libertà e Regole: Regole per imparare




E' arrivata l'ora di iniziare a mettere in pratica quello che abbiamo imparato sinora. Abbiamo definito il concetto di regola, sottolineando che le regole sono importanti per la convivenza, imprescindibili doveri affinché vengano garantiti i diritti di tutti; abbiamo poi iniziato ad analizzare il mondo attraverso ciò che accade ogni giorno, lo abbiamo fatto partendo da un articolo, ma anche lì rispettando un preciso modo di procedere. 



Mettiamo ora insieme i due aspetti e, come l'animatore della storiella ... quello della terza versione, vi darò delle indicazioni e dei consigli, ma vi lascerò liberi.
Liberi non significa che potrete preparare lo zaino e andare a casa ;-) liberi significa che spetterà solo a voi organizzare il lavoro, come procedere senza litigare ... almeno.





La classe dovrà lavorare da sola, tutta la classe, organizzando il lavoro.
Questo il materiale che vi sarà consegnato:
- tre articoli di cronaca di tematiche diverse, metto qui i link per i nostri lettori



VERGOGNOSO - Esposti sacchetti della spazzatura e soliti cori razzisti verso i napoletani
(abbiamo aggiunto alcuni commenti al fatto...)



- una copia della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo
- una copia della Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia e Adolescenza




Cosa dovrete fare?
1. decidere quale dei tre articoli trattare (vi lascio liberi di decidere, ma pensate a trovare un modo pacifico di decidere)
2. l'articolo andrà poi analizzato tutti insieme seguendo la modalità già utilizzata per la scorsa lezione: 
a. il fatto al centro di una mappa 
b. intorno elencherete i concetti importanti riguardanti: la giustizia o gli organi che hanno la funzione di difendere o decidere, il fatto e il perché dell'accaduto, le riflessioni, le reazioni
c. importante la conclusione: cosa abbiamo imparato?
d. tutti i fatti fanno riferimento al concetto di legalità, legge, regole, diritti e doveri, quindi, utilizzando i documenti a vostra disposizione, rintracciate nella Costituzione, nella Dichiarazione e nella Convenzione, tutti gli articoli che, secondo voi, sono coerenti con i testi letti; per questa ultima parte potete anche decidere di lavorare in gruppi, dividendovi equamente i compiti

Ma non è finita...ma questa parte la vedremo insieme domani ad articolo scelto

aspettiamo fiduciosi ;-)
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Ed eccoci qui dopo le due ore dedicate al nostro primo esperimento di "auto-lezione".
Vediamo passo dopo passo com'è andata.
Innanzi tutto ho fatto in modo che tutti i ragazzi si potessero vedere l'un l'altro, messi i banchi al centro dell'aula ci siamo quindi accomodati. Ho spiegato l'attività, ora vi racconterò lo svolgimento (in una giornata di tempesta) e nello stesso tempo vi presenterò il lavoro fatto dai ragazzi.



1. La classe ha deciso all'unanimità di leggere insieme i tre articoli proposti, ma soprattutto i ragazzi hanno pregato di leggere chi di loro lo sa fare meglio, per poter capire e soprattutto rendere il lavoro più scorrevole ...;


2. quale articolo scegliere? spontanea è stata la scelta di votare, senza obiezioni né prima né dopo il voto; l'articolo scelto con 11 preferenze è stato il numero 2, l'articolo sul bullismo;



Bullo lo insegue, scappa da scuola
Un dodicenne investito: è grave
  Immaginatevi la scena: un bambino di 12 anni che corre terrorizzato fuori da scuola, inseguito da un coetaneo che lo minaccia di morte. Lui che attraversa la strada per sfuggirgli, attraversa sulle strisce e si accorge all'ultimo momento che sta arrivando un'auto.
Salta per evitarla, sbatte sul cofano e finisce sul parabrezza, mandandolo in mille pezzi. È ferito alla testa, perde sangue, sviene. Accorrono i genitori degli altri ragazzini, lui si riprende e schizza in piedi come una molla, ricomincia a correre nel panico più assoluto: «Devo scappare o mi prenderà».
Finalmente una mamma riesce ad afferrarlo, lo calma e lo fa sdraiare, mentre gli altri chiamano il 118. Non è un film dell'orrore ma è successo mercoledì pomeriggio alle medie Camozzi di Dalmine, alle 16, all'uscita da scuola, sotto gli occhi di tanti studenti e genitori.
L'ennesimo, gravissimo episodio di bullismo che per poco non è costato la vita a un ragazzino di seconda media, ora ricoverato in gravi condizioni agli Ospedali Riuniti con una frattura cranica. «Mio figlio è stato preso di mira da un gruppetto di tre studenti fin dall'anno scorso – racconta la mamma – due di loro sono stati bocciati e quest'anno sono nella sua stessa classe».
«Gli hanno fatto qualsiasi cosa: rotto l'ombrello in testa, triturato le penne sotto i piedi, preso per il collo, minacciato, alcune volte anche davanti ai professori. Qualche ragazzino addirittura è stato costretto a mettere la testa nel water e poi hanno tirato l'acqua. Altri sono stati vittime di vere e proprie estorsioni: se non consegnavano soldi o merendine, gli tagliavano le cartelle. L'anno scorso hanno riempito d'acqua dei preservativi e li hanno gettati addosso alla bidella».
«So che alcuni di questi bulli vivono in famiglie che hanno delle difficoltà, ma non si può andare avanti in questo modo: abbiamo segnalato più volte, l'anno scorso, queste violenze intollerabili agli insegnanti e alla preside, ma nulla è stato fatto. Purtroppo quest'anno sono cambiati sia i professori sia il preside. Noi genitori avevamo programmato di parlarne in consiglio di classe, ma ieri mio figlio ha rischiato la vita e la situazione è diventata urgentissima. La scuola deve intervenire, e subito».
«Prima di tutto speriamo che la situazione del ragazzo migliori, sono vicino a lui e alla sua famiglia. Quello che è successo è molto grave, per fortuna non è successo l'irreparabile. Dalle prime notizie che mi sono arrivate l'incidente e il suo contesto apparivano più leggeri, quasi uno sfortunato incidente. Non mi risultavano episodi di violenza o comportamenti aggressivi nei confronti del ragazzo, come invece mi sono stati riferiti a Sabbio e a Mariano, dove sono intervenuto. Dovremo chiarire fino in fondo quanto è successo a Dalmine. Sentirò la famiglia e il personale della scuola».
Questa è la posizione ufficiale della dirigenza delle scuole secondarie di primo grado Camozzi. Le parole sono del reggente Cesare Quarenghi. «Sono arrivato quest'anno a Dalmine - racconta ancora - e ho trovato una scuola molto sensibile e bene organizzata, il merito è di chi mi ha preceduto e dei colleghi non posso dire altro che bene» 


3. alcuni ragazzi non avevano compreso il lavoro da svolgere, i compagni lo hanno quindi rispiegato...ed è iniziata l'avventura dell'analisi:





















- piccolo litigio sul titolo centrale, giustamente Elisa ha fatto notare che i fatti da mettere in evidenza fossero due: incidente stradale e bullismo, quindi entrambi avrebbero dovuto figurare al centro della mappa; i ragazzi hanno tenuto sempre come punto di riferimento al lavoro svolto la scorsa settimana, all'inizio sono stati molto scrupolosi, facendo attenzione ai particolari, ma poi si sono accorti che stavano lavorando male (diciamo che li ho un po' incoraggiati), infatti invece di rileggere l'articolo sono partiti dalla mappa e si stavano confondendo...poi hanno cambiato strategia e sono ripartiti dalla lettura del testo;




                

IL NOSTRO SCHEMA
Titolo: Un dodicenne investito: è grave
La giustizia: scuola, dirigente.
Il fatto: fuga, incidente, svenimento, un nuovo tentativo di fuga, violenza, ricatto, minaccia, vergogna.
Perché: era inseguito da un bullo, violenza.
Riflessioni: problemi familiari, genitori inconsapevoli.
Reazioni al fatto: paura, rabbia dei genitori, 118, impegno di intervento, denuncia.
Cosa abbiamo imparato?
- ci sono problemi nelle scuole italiane
- a scuola c'è poca sicurezza
- il bullismo provoca problemi fisici e mentali
- importanza di un confronto, dialogo tra: genitori e figli, alunni e professori, genitori e scuola


- l'ultima fase del lavoro prevedeva una possibile divisione per gruppi, la classe si è divisa in quattro gruppi, tre hanno ricercato leggi e articoli dal materiale fornito, un ultimo gruppo è stato invitato a svolgere un lavoro diverso: decidere i possibili destinatari di una lettera sull'accaduto. Ogni gruppo ha letto gli articoli e solo dopo l'approvazione dell'intera classe, basata sulla corrispondenza della legge con il testo letto, hanno insieme trascritto l'articolo.


GRUPPO A: Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo

Articolo 1. Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Articolo 3. Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.

Articolo 5. Nessun individuo potrà essere sottoposto a trattamento o punizioni crudeli, inumani o degradanti.


GRUPPO B: Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza
(Abbiamo adottato una versione semplificata, ma il significato è lo stesso)

Articolo 42. Tutti gli adulti e tutte le bambine e i bambini devono sapere che esiste questa Convenzione. Hai il diritto di sapere quali sono i tuoi diritti e anche gli adulti devono conoscerli.

Articolo 3. Quando un adulto ha a che fare con te, deve fare quel che è meglio per te.

Articolo 19. Nessuno deve farti del male in nessun modo. Gli adulti devono assicurarsi che tu sia protetto da abusi, violenze e negligenze. Nemmeno i tuoi genitori hanno il diritto di farti del male.

GRUPPO C: Costituzione Italiana...non pervenuta
GRUPPO D: possibili destinatari
- bullo
- vittima
- genitori bullo
- genitori vittima
- preside
- compagni di classe
- professori/esse

 a presto per i lavori dei ragazzi...


Ciao bullo,
non pensi che quello che fai non è una cosa bella?
Lo fai perché vuoi che ti vengano tutti dietro, perché hai problemi in famiglia, perché vuoi farti “bello”, ma tutto questo non giustifica il perché lo fai.
Non pensi che puoi rovinare la vita a persone che, al contrario di te, pensano a tutt'altre cose: a studiare, a trovare amici VERI, non come i tuoi. Non pensi a tutto questo?
L’articolo 5 della dichiarazione dei diritti umani afferma che nessuna persona potrà essere sottoposta a tortura o a cose del genere: tu quest’articolo non lo rispetti come non rispetti l’articolo 3 che afferma la libertà e sicurezza di ognuno.
Così non rendi libera quella povera vittima: vieti a lei di vivere.
Se vuoi essere sempre al centro dell’attenzione così non lo sarai mai perché nessuno si avvicina a te, anzi solo quelle persone che standoti vicino credono di essere chi sa chi.
Attira l’attenzione degli altri con giochi, barzellette insomma facendoli ridere non piangere.
Mettiti al posto della vittima: sai come ci si sente?
Fidati che non serve a nulla fare il bullo! Se vuoi amici veri cambia, perché quelli che hai accanto sono solo delle “pecorelle” che hanno paura di te e allora si fingono “amici”.
Non rovinare la vita a persone come te, perché come tu hai il diritto alla vita e alla libertà, lo hanno anche loro.
                                                                                             Elisa


Ciao bullo,
io non riesco a capire questo tuo gesto. M
agari l'hai fatto per sfogarti di un tuo problema? L

'hai fatto perché lui ha fatto qualcosa a te? 

o per problemi di famiglia?

Certo, posso capire il dolori che provi per i tuoi problemi, 

ma questo non spiega il fatto che te la sei presa con il primo che passava.

Adesso devi solo pentirti,devi solo riflettere; rifletti su quello che hai fatto.
Credo che sulla Terra si deve aggiustare ancora qualcosa e quel qualcosa siamo noi.
Noi dobbiamo cercare di dire NO alla violenza,soprattutto per chi verrà al mondo dopo di noi.
Io non vorrei mai far crescere i miei figli fra bulli e violenze.
Questo è tutto...ma sono solo i miei pensieri
Chiara


Cari professori,io non vi conosco, sono solo una ragazza di 12 anni che cerca o almeno prova a capire cosa sia veramente successo a questo ragazzino che è stato perseguitato da un bullo che non lo lascia in pace.
Questo ragazzino stava quasi per morire per scappare da un bullo che lo rincorreva perché voleva fargli del male, forse questo bullo aveva dei problemi personali e quindi si sfogava sugli altri, però non è comunque accettabile, perché quello che è successo è veramente grave. Non so se voi prima vi eravate accorti di questa situazione, posso darvi solo un consiglio: se vedete dei comportamenti strani sia del bullo che della vittima, parlateci o fate del tutto, per esempio anche in una lezione parlate del BULLISMO, fate scrivere a ognuno delle impressioni su questo argomento e vedrete che qualcosa uscirà fuori così potrete aiutarli entrambi ad essere felici e tranquilli.
Ci sono tanti problemi nelle scuole italiane e uno di questi è proprio il bullismo, se voi però con pochi gesti e qualche consiglio aiutaterete questi ragazzi vedrete che questa brutta cosa sarà meno diffusa di come è ora. 
VI PREGO,FATE QUALCOSA!                                                                                                                                                                            GRAZIE!                                                           Camilla De Santis


Ciao,
se sei una persona perseguitata da un bullo, ti vorrei dire qualcosa di molto importante: “APRITI” !!! Non lasciare che la paura ti travolga !!! Credimi !!! Reagisci !!!
Lo so !!! Non è facile, ma almeno provaci !!! Adesso ti sentirai offeso, deluso, dispregiato … Però questi sono tutti gli aggettivi che ti aiuteranno a crescere !!!
Mi raccomando non deludermi !!! J
                                                         Con Affetto
                               LUCIA

Carissima vittima, 
ho appena saputo ciò che ti è successo, perché ho ascoltato la tua storia,spero che ora tu stia meglio.
Sarei curioso di sapere perché i professori non hanno detto nulla ai  tuoi genitori. Sei stato fortunato a salvarti, potevi morire! 
Non è colpa tua,è colpa del bullo che ti inseguiva. I tuoi compagni non hanno chiamato nessuno, né i professori né il preside, solo quella mamma ti ha aiutato, ed ha fatto un gesto tenerissimo: ti ha calmato, ti ha soccorso e ti ha portato all'ospedale. Mi rattrista profondamente sapere che vivi nel terrore, ma ti auguro di riuscire a superare le tue paure.
Voglio pensare che anche il bullo sia rimasto colpito, affinché gli serva da lezione.
UN ABBRACCIO 

CIAO COMPAGNO DI SCUOLA
Roccardo


                        Ciao,
                        ti scrivo per dirti che mi dispiace,sei stato un bambino molto coraggioso,
                        in gamba,uno che ha affrontato il terrore.
                        Uno che ha continuato ad andare avanti,nonostante i bulli ti prendevano tutti i giorni
                        sottomira .
                        Sei stato un bambino forte,ma allo stesso tempo un bambino che quando vedeva i
                        bulli provava paura e tremava di terrore.
                        Un ragazzo che non ha mai mollato,uno che ha continuato a reagire.
                        Tu hai provato ha difenderti in tutti i modi possibili.
                        L’unica cosa che non ho capito è perché tu non ne hai mai parlato con i tuoi genitori,
                        con i tuoi amici o con qualcuno che ti potesse aiutare.
                        Se tu avessi parlato le cose sarebbero cambiate molto.
                        Però,adesso,come è andata,è andata non si può ritornare indietro.
                        L’unica cosa importante è che non sei morto, mi sei stato di molto aiuto.

                 Grazie!!!
                Elena