descrizione

Perché gocce di armonia? Armonia significa sovrapposizione, incontro, combinazione di suoni diversi. Suonare insieme vuol dire anche ascoltare l'altro per potersi migliorare, per poter sentire la musica con l'altro, per poter costruire insieme. Questo è quello che cerco di fare con i miei studenti: creare armonia, insegnando quanto ascoltare e ascoltarsi sia importante per imparare e conoscere insieme, insegnante inclusa.
Speriamo di comporre, goccia dopo goccia, un mare di sinfonie …
Voglio ringraziare la mia amica Cristina per l'aiuto e l'incoraggiamento, senza di lei questo blog non avrebbe mai avuto inizio. Grazie Crì

Il materiale presente nel blog è stato pubblicato con il permesso dei genitori dei ragazzi.

17 settembre 2016

IIIC: Yes, I can!

Cominciamo a pensare alle scelte, nella vita ce ne saranno tante da fare, forse più importanti di questa magari meno, ma credo che ogni scelta valga per se stessa e quindi imparare a rifletterci su prescinde da cosa si debba decidere.



Leggiamo insieme

Forse avevo la possibilità di scegliere da Joe Lansdale, L'ultima caccia

dopo le riflessioni disegnare un bersaglio, scegliere un obiettivo da raggiungere e scrivere cosa ti serve e cosa devi imparare per raggiungerlo.
(attività da Non so che fare di F. Batini e S. Giusti, ed. Loescher)
Le riflessioni saranno rielaborate in un testo riflessivo.

Scelte, sogni, futuro, coraggio ...






Zanardi ci hai fregato! Lettera aperta...




Questi adolescenti ... 


(foto mia)


Ci lasciamo con una piccola provocazione leggendo brani di questo testo

SPUNTI DI RIFLESSIONE
- come sono gli adolescenti di oggi
- come vengono visti gli adolescenti di oggi
- cosa ostacola le nostre scelte, i nostri sogni

per casa: lettura da p. 6 Il futuro oltre il confine di Gary Paulsen e svolgere tutte le attività

to be continued ... 












11 settembre 2016

Siamo i luoghi che viviamo

geografia: accoglienza  classe seconda 





“Potrei parlare per ore di questa casa, del giardino. Conosco tutto, so dove sono le vecchie porte, tutto, i muri dello stagno, tutte le piante, il posto di tutte le piante, conosco anche il posto delle piante selvatiche, tutto”.

da I miei luoghi di Marghuerite Duras


ARRIVEDERCI FRATELLO MARE
Varna, 1951 
Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare
mi porto un po' della tua ghiaia
un po' del tuo sale azzurro
un po' della tua infinità
e un pochino della tua luce
e della tua infelicità.
Ci hai saputo dir molte cose
sul tuo destino di mare
eccoci con un po' più di speranza
eccoci con un po' più di saggezza
e ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare.
Nazim Hikmet



Il Galileo portava mille e seicento passeggieri di terza classe, dei quali più di quattrocento tra donne e bambini: non compresi nel numero gli uomini dell’equipaggio, che toccavan quasi i duecento. Tutti i posti erano occupati. La maggior parte degli emigranti, come sempre, provenivano dall’Italia alta, e otto su dieci dalla campagna. Molti Valsusini, Friulani, agricoltori della bassa Lombardia e dell’alta Valtellina: dei contadini d’Alba e d’Alessandria che andavano all’Argentina non per altro che per la mietitura, ossia per metter da parte trecento lire in tre mesi, navigando quaranta giorni. Molti della Val di Sesia, molti pure di que’ bei paesi che fanno corona ai nostri laghi, così belli che pare non possa venir in mente a nessuno d’abbandonarli: tessitori di Como, famigli d’Intra, segantini del Veronese. Della Liguria il contingente solito, dato in massima parte dai circondari d’Albenga, di Savona e di Chiavari, diviso in brigatelle, spesate del viaggio da un agente che le accompagna, al quale si obbligano di pagare una certa somma in America, entro un tempo convenuto. Fra questi c’erano parecchie di quelle nerborute portatrici d’ardesie di Cogorno, che possono giocar di forza coi ma- 25 schi più vigorosi. Di Toscani un piccolo numero: qualche lavoratore d’alabastro di Volterra, fabbricatori di figurine di Lucca, agricoltori dei dintorni di Firenzuola, qualcuno dei quali, come accade spesso, avrebbe forse un giorno smesso la zappa per fare il suonatore ambulante. C’erano dei suonatori d’arpa e di violino della Basilicata e dell’Abruzzo, e di quei famosi calderai, che vanno a far sonare la loro incudine in tutte le parti del mondo. Delle province meridionali i più erano pecorari e caprari del litorale dell’Adriatico, particolarmente della terra di Barletta, e molti cafoni di quel di Catanzaro e di Cosenza. Poi dei merciaiuoli girovaghi napoletani; degli speculatori che, per cansare il dazio d’importazione, portavano in America della paglia greggia, che avrebbero lavorata là; calzolai e sarti della Garfagnana, sterratori del Biellese, campagnuoli dell’isola d’Ustica. In somma, fame e coraggio di tutte le province e di tutte le professioni, ed anche molti affamati senza professione, di quelli aspiranti ad impieghi indeterminati, che vanno alla caccia della fortuna con gli occhi bendati e con le mani ciondoloni, e son la parte più malsana e men fortunata dell’emigrazione. Delle donne il numero maggiore avevan con sé la famiglia; ma molte pure erano sole, o non accompagnate che da un’amica; e fra queste, parecchie liguri, che andavano a cercar servizio come cuoche o cameriere; altre che andavano a cercar marito, allettate dalla minor concorrenza con cui avrebbero avuto a lottare nel nuovo mondo; e alcune che emigravano con uno scopo più largo e più facile. A tutti 26 questi italiani eran mescolati degli Svizzeri, qualche Austriaco, pochi Francesi di Provenza. Quasi tutti avevan per meta l’Argentina, un piccolo numero l’Uruguay, pochissimi le repubbliche della costa del Pacifico. Qualcuno, anche, non sapeva bene dove sarebbe andato: nel continente americano, senz’altro: arrivato là, avrebbe visto. C’era un frate che andava alla Terra del Fuoco.

da Sull'oceano di Edmondo De Amicis


PAESE D'ESSENZE LONGITUDINALI
Cominciamo dal principio, dal Cile, quella terra remota che pochi sono 
in grado di localizzare sull'atlante, perché è il posto più lontano dove si 
possa andare senza cadere giù dal pianeta. "Perché non vendiamo il Cile e 
ci compriamo qualcosa più vicino a Parigi?" domandava uno dei nostri 
scrittori. Nessuno capita per caso da quelle parti, per quanto possa essersi 
perso, anche se molti visitatori decidono di rimanerci per sempre, 
affascinati dalla terra e dalla gente. È il punto finale di tutte le rotte, una 
lancia nel Sud del Sud America, quattromilatrecento chilometri di colline, 
vallate, laghi e mare. Così la descrive Neruda nella sua appassionata
poesia:
Notte, neve e sabbia disegnano la forma
della mia patria sottile,
tutto il silenzio giace nella lunga linea,
tutta la spuma straripa dalla barba marina,
tutto il carbone la colma di misteriosi baci.
Questa terra affusolata è come un'isola, separata dal resto del continente, 
a nord dal Deserto di Atacama, il più arido del mondo, come amano dire i 
suoi abitanti, anche se probabilmente non è vero, perché in primavera una 
parte di questo calcinaccio lunare indossa un manto di fiori, come un 
meraviglioso dipinto di Monet; a est dalla Cordigliera delle Ande, 
imponente massiccio di rocce e nevi perenni; a ovest dalle coste scoscese 
dell'Oceano Pacifico; a sud dal solitario Antartico. Questo paese, dalla 
topografia drammatica e dai climi diversi, pieno di ostacoli capricciosi e 
scosso dai sospiri di centinaia di vulcani, che si estende come un miracolo
geologico dai rilievi della cordigliera agli abissi del mare, è unito dal 
profondo senso di nazionalità dei suoi abitanti.


Isabel Allende
IL MIO PAESE INVENTATO



Io ho provato a essere i luoghi che ho vissuto, ora tocca a voi.


9 settembre 2016

L' inizio del viaggio: benvenuta IB!




1. Rompiamo il ghiaccio
Lettura: Normale di R.J. Palacio dal libro WonderI ragazzi scriveranno su un foglietto in forma anonima le loro risposte alle seguenti domande e poi se ne discuterà insieme.Che cosa vorrei sentirmi dire il primo giorno di scuola? Quali sono le emozioni che provo in questo momento?
Lettura: L’abbraccio di David Grossman (proposta di domande stimolo)
-          Cosa significa essere unici?
-          Tu ti senti unico?
-          Cosa ti rende unico?
-          Cosa significa essere soli?
-          Chi ci fa sentire meno soli?
-          Come è possibile sentirsi meno soli?
-          Ti è piaciuto il racconto?
-          Perché?



2. Autoritratto
Lettura: Due parole su Peter da L’inventore di sogni di Ian McEwan
I ragazzi verranno invitati a parlare (magari in cerchio o come decideremo) dando delle informazioni su se stessi. Quali e in che modo?
  • Nome
  • Una frase nella quale possano riassumere qualcosa di sé (una persona, un oggetto, un luogo, un momento) che li identifichi
  • Cosa si aspettano di sapere e conoscere a fine anno
Discussione in classe


3. Perché io valgo

a. 3 letture
- Einstein diceva: " Ognuno è un genio, ma se si chiede ad un pesce di salire su un albero si sentirà sempre uno stupido.
- Messaggio per un’aquila che si crede un pollo di Anthony De Mello
- L'elefante incatenato da Lascia che ti racconti. Storie per imparare a vivere di Jorge Bucay
- Poiché tentar non nuoce di R. Piumini
Riflessioni sulle letture, magari ogni alunno scriverà sul quaderno
-          Riflessioni
-          Cose che non hanno compreso
-          Possiamo anche fare domande stimolo

b. Ogni studente scrive su un foglio
Quali sono i miei punti di forza…
Una frase di incoraggiamento
Lettura: Ogni studente suona il suo strumento da Diario di scuola di Daniel Pennac
discussione sul significato di questa lettura
puzzle della classe (chiediamo ai ragazzi di inventare un titolo)


facciamo il cartellone con il puzzle: su ogni pezzettino ognuno scriverà i punti di forza e la frase di incoraggiamento, ognuno potrà disegnare, colorare il suo pezzo e poi si incolleranno insieme magari su un altro cartellone

4. Buon anno
Lettura: Piccole felicità da Momenti di trascurabile felicità di Francesco Piccolo
Elenchiamo almeno 10 piccoli momenti di felicità possiamo anche trasformarli in poesie con acrostico partendo dal loro nome
Facciamo un bel disegno
Ascoltiamo la canzone Il maestro di Renato Zero

8 marzo 2016

21 marzo: ponti di memoria, luoghi d'impegno



Giornata del ricordo delle vittime di tutte le mafie
Lezioni per il concorso Regoliamoci:  Inversione di rotta: storie di viaggi e di migranti

Il settore Memoria di Libera si occupa di tutte le attività necessarie a mantenere vivo il ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Ricostruire e diffondere le loro storie, associando ai nomi un volto, significa sia salvaguardare il loro diritto al ricordo che assolvere il nostro dovere sociale di fissarli nella memoria collettiva, sottolineando la dimensione pubblica di questi drammi privati. In quest'ottica ci prefiggiamo di rompere l'isolamento dei loro familiari ma anche offrire esempi alle nuove generazioni perché tragedie così non accadano più. E' fondamentale conoscere l'ambiente economico-sociale-culturale in cui si sono svolti i fatti e valutare se e cosa da allora è cambiato. Ricostruire una storia, quindi, è necessario anche per analizzare lo sviluppo delle dinamiche mafiose e delle strategie di contrasto. Vittime delle mafie non sono solo le persone uccise dalla violenza criminale, ma anche i loro congiunti. Per questo, obiettivo del Settore Memoria è non solo tutelare la memoria di chi non c'è più, ma anche camminare al fianco dei loro familiari, organizzando momenti di confronto e formazione, sostenendo la loro ricerca di giustizia, promuovendo strumenti di sostegno più soddisfacenti, affinché siano tutelati i diritti di chi continua a vivere nel dolore.
http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2757




21 marzo Giornata nazionale della memoria e dell’impegno l'associazione Libera ricorda le vittime innocenti di ogni mafia.

COS'È IL 21 MARZO
Ogni 21 marzo, primo giorno di primavera, Libera celebra la Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, perché in quel giorno di risveglio della natura si rinnovi la primavera della verità e della giustizia sociale. Dal 1996, ogni anno in una città diversa, viene letto un elenco di circa novecento nomi di vittime innocenti. Ci sono vedove, figli senza padri, madri e fratelli. Ci sono i parenti delle vittime conosciute, quelle il cui nome richiama subito un'emozione forte. E ci sono i familiari delle vittime il cui nome dice poco o nulla. Per questo motivo è un dovere civile ricordarli tutti. Per ricordarci sempre che a quei nomi e alle loro famiglie dobbiamo la dignità dell'Italia intera.


Cos'è LIBERA?

"Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" è nata il 25 marzo 1995 con l'intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia. Attualmente Libera è un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità. La legge sull'uso sociale dei beni confiscati alle mafie, l'educazione alla legalità democratica, l'impegno contro la corruzione, i campi di formazione antimafia, i progetti sul lavoro e lo sviluppo, le attività antiusura, sono alcuni dei concreti impegni di Libera. Libera è riconosciuta come associazione di promozione sociale dal Ministero della Solidarietà Sociale. Nel 2008 è stata inserita dall'Eurispes tra le eccellenze italiane. Nel 2012 è stata inserita dalla rivista The Global Journal nella classifica delle cento migliori Ong del mondo: è l'unica organizzazione italiana di "community empowerment" che figuri in questa lista, la prima dedicata all'universo del no-profit.

Leggiamo insieme le parole di don Luigi Ciotti



Visione del film dedicato a Lea Garofalo








Publish at Calameo



Il video per il concorso Regoliamoci, lavoro realizzato insieme alla classe IIE

28 febbraio 2016

Beatrice o Laura?


letteratura
classe IIC

a.s. 2015/16



Dato che non ne avevamo abbastanza sul parlar d'amore, intendiamo chiudere il capitolo poesia e amore (Boccaccio ci sta aspettando) confrontando le due famose donne della nostra letteratura, famose loro malgrado, conosciute perché di loro scrissero due famosi innamorati nonché poeti.

Oggi noi ci chiederemo: chi sarà stata la più amata? chi la più famosa? chi la preferita? 

Insomma uno schieramento immaginario con tanto di testi alla mano.





Laura de Noves (1310 – 6 aprile 1348) è stata una nobildonna francese, sposa del marchese Ugo di Sade, probabilmente avignonese, antenato del Marchese de Sade.
Alcuni l'hanno identificata con la Laura conosciuta, amata e celebrata da Francesco Petrarca, altri ritengono che quest'ultima non sia mai esistita e sia stata soltanto un espediente poetico con un riferimento al laurus, l'albero sacro dedicato al dio Apollo, protettore della poesia.







Beatrice Portinari, detta Bice, maritata de' Bardi (Firenze1266 circa – Firenze8 giugno 1290), è, secondo alcuni critici letterari, la figura storica dietro il personaggio dantesco di Beatrice.


A conclusione della nostra attività dovremo scrivere una sceneggiatura e registrare un dibattito.
Ne saremo capaci?
Queste le fasi del lavoro

1. divisione in due gruppi di lavoro

2. analisi dei documenti consegnati al termine della quale compilerete una scheda dettagliata

3. stesura collaborativa di una sceneggiatura in cui ogni gruppo sosterrà la propria posizione utilizzando riferimenti precisi ai testi 

4. registrazione del dibattito

5. relazione finale dell'attività

Siamo arrivati a definire queste fasi durante il lavoro e insieme, in questo ppt spiego come.




DOCUMENTI

LAURA O BEATRICE
ARTICOLO DI DAVIDE RONDONI
RENATO FILIPPELLI, L'itinerario della letteratura nella civiltà italiana, pp. 64 - 66; pp. 110 - 111

LINK DI APPRONFONDIMENTO

http://www.leggeredante.it/Amore.html
http://divinacommedia.weebly.com/
http://www.letteraturaitaliana.net/pdf/Volume_2/t319.pdf
http://www.letteraturaitaliana.net/pdf/Volume_1/t11.pdf


schema di relazione


La sceneggiatura
Il dibattito

Piccolo test per stabilire il successo dell'attività
ricordo che il test è anonimo
clicca qui










25 febbraio 2016

Ripasso di grammatica

Ripasso/Recupero di grammatica
classe IIC
a.s. 2015/16




Istruzioni generali 

divisione per gruppi

Chialastri
Grossi
Cicerchia
Beltrami
Mastropietro
Foschi
Bonuglia
Venanzi
Dantimi
Pinci
Tittozzi
Angelucci
Cervoni
Zappone
Cormidi
Lucarelli Fabbrini


1. il primo del gruppo sarà il tutor, ruolo che ruoterà ogni volta che si svolgeranno simili attività
2. al tutor verrà consegnata una scheda con delle istruzioni che dovrà eseguire in modo perfetto
3. il tutor nominerà un responsabile del gruppo che avrà il compito di gestire gli interventi, far lavorare i compagni (ovviamente dovrà lui stesso lavorare e ascoltare il tutor), impedire che si faccia confusione, si alzi la voce, si perda tempo …
4. per ogni comportamento scorretto verrà penalizzato l’intero gruppo ma i responsabili in prima persona
5. i componenti del gruppo prepareranno un foglio sul quale valuteranno il tutor, usando aggettivi adatti, per:
capacità di ascolto, conoscenze, competenze (capacità di spiegare, fare esempi, …)


Istruzioni per il tutor
  • ·         dovrai far svolgere al gruppo i seguenti esercizi di analisi logica
  • ·         tutto il lavoro, dal dettare ogni singola frase, alla gestione dell’attività sarà a tuo piacimento, deciderai tu come svolgerlo e farlo svolgere
  • ·         potrai spiegare prima di eseguire l’esercizio o fare le due attività contemporaneamente
  • ·         dovrai rispondere alle domande dei compagni e accertarti che abbiano compreso interrogandoli o facendogli svolgere gli esercizi
  • ·         tutti i componenti del gruppo dovranno partecipare, ma in modo ordinato
  • ·         ricordati di nominare un vice tutor per tenere a bada la disciplina e l’ordine
  • ·         alla fine dell’attività dovrai compilare la seguente tabella di valutazione

NOME
interesse
partecipazione
impegno
conoscenze
competenze


































Per valutare i componenti del gruppo dovrai usare aggettivi (uno o più di uno) a tuo piacimento.

Esegui l’analisi logica delle seguenti frasi (divisione in sintagmi, analisi del predicato e della voce verbale, individuazione del soggetto del complemento oggetto degli attributi e delle apposizioni).

1.      Il regista Giorgio Streheler ha diretto a lungo il teatro Piccolo di Milano.
2.      Agamennone, eroe greco, fu ucciso dalla moglie Clitennestra.
3.      Questa è una decisione difficile.
4.      Abbiamo trascorso una magnifica giornata in campagna con la famiglia Bruni.
5.      La mia classe è andata in gita con Lorenzi, il severissimo professore di chimica.
6.      La tua idea mi sembra ottima.
7.      L’aspetto tranquillo dell’uomo tradiva un segreto nervosismo.
8.      Mi piacciono i cibi sani senza condimenti troppo pesanti.